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Il centro di Padova si reinventa con l’arte

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Aline Lesbats, volontaria SVE presso Progetto Giovani, ha seguito alcune delle attività che per un mese hanno coinvolto due importanti vie del centro storico di Padova, via S. Francesco e via del Santo,  con la manifestazione Innesti Urbani, progetto di rigenerazione urbana realizzato con la partecipazione dell’Ufficio Progetto Giovani dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Padova.

Per saperne di più – Innesti Urbani

[n.d.r. Abbiamo scelto di non intervenire forzatamente sul testo di Aline, madrelingua francese]

L’arte

Svelare, riscoprire, rivalorizzare il quartiere della Contrada Antenore, sono stati gli obiettivi dell’azione principale di Innesti Urbani. Attraverso quattro percorsi artistici (musica, teatro, audiovisivi e arti visive), il progetto ha voluto dare luce alla zona e mettere in collegamento le persone allo scopo finale di riappropriarsi dello spazio. Prima del grande evento finale previsto a settembre, mi sono interessata al lavoro di qualche artista che ha partecipato all’iniziativa.

Offrire un continuo cambiamento del punto di vista, rimettere in gioco le prospettive dei luoghi, riflettere la dialettica tra spazio pubblico e privato, svelato e nascosto. Questo è stato il lavoro richiesto ai numerosi artisti che hanno partecipato a Innesti Urbani. Durante i mesi di attività ciascuno di loro è stato invitato a «mettersi nei panni di un flâneur» e a lavorare su suggestioni, tracce o modalità di ricerca di spazi vuoti, poco visibili oppure dimenticati dai cittadini. Tra di loro, Eleonora Sovrani, Fabio Orsi, Martina Dinato, Miriam Secco e Lucilla Esce.

Workshop e oggetti abbandonati

«L’obiettivo è stato di raccontare una storia, non di documentare il posto, ma di lavorare in maniera soggettiva partendo da un luogo preciso» spiega Fabio Orsi. Musicista e fotografo, ha animato per tre giorni un workshop di scrittura e ascolto sul paesaggio sonoro della Contrada Antenore. Dopo qualche passeggiata nel quartiere per scattare una serie di foto e catturare suoni, il gruppo ha lavorato alla realizzazione di una traccia sonora accompagnata da tre foto, visibile al pubblico qualche giorno in via del Santo.

Nello stesso locale, al civico 61 di via del Santo, la gente di passaggio poteva incontrare gli Abbandonati di Lucilla Esce. Questi oggetti trovati dall’artista erano presentati con il loro cartellino, dando al negozio l’illusione di avere degli articoli in vendita. Chi fosse stato interessato poteva prenderne uno, «parte dell’interiorità mia che incontra un’altra in un luogo preciso e funziona così come una specie di work in progress».

Alla ricerca del Santo

In un altro negozio, una libreria di via San Francesco, Miriam Secco ha presentato il suo lavoro fotografico incentrato su un’immagine importante della città di Padova: il Santo.

«Ho raccolto delle tracce del Santo in questa zona specifica, incontrando le persone che abitano o lavorano qui, e ho fotografato situazioni spesso contenute in un contesto specifico in cui queste immagini si trovavano: questo per mettere in relazione le due cose e chissà, stimolare la curiosità di vedere se si possono trovare altre tracce del Santo all’interno dei libri».

Creare dei contatti e aprire delle porte

«Non è vietato leggere ad alta voce!» Ecco una delle frasi che si può sentire in via San Francesco. Eleonora Sovrani e Francesco Nordio hanno infatti immaginato una performance vocale con l’idea di creare un contatto con il pubblico di passaggio nella via.

«Abbiamo scelto il tema del divieto partendo dall’idea che aumentano una percezione disinteresse dello spazio. Quindi abbiamo pensato a tutta una serie di cose che si possono fare ma per ragioni morali o etiche non si fanno e vedere come reagisce la gente».

In Via del Santo, è stato anche possibile scoprire o riscoprire un luogo nascosto con la performance dell’artista Martina Dinato, che per dare un nuovo punto di vista sullo spazio, ha immaginato una caccia al tesoro con sette fotografie nascoste.

«La possibiltà di vedere qualcosa di nascoto è anche riuscire ad aprire una porta. È scoprire».

Un esperienza più che un opera

Il progetto di Innesti Urbani non ha avuto l’unico scopo di presentare e giustapporre diversi interventi artistici nel quartiere della Contrada Antenore. Anzi ha provato a ricreare un attività e di interpellare i passanti. I numerosi interventi avevano l’obiettivo di creare un contatto diretto con il pubblico, mostrando che l’arte contemporanea non è sempre un arte distante e inaccessibile.

Per Lucilla Esce, oggi l’arte contemporanea è: «un arte che cerca di entrare in contatto con le persone comuni e con il territorio dal basso, perché è lì che si rivela veramente interessante. Permette di interagire e creare un rapporto che non sia un rapporto univoco ma bi-univoco. L’artista realizza l’opera pensando ad un luogo, pensando a delle persone, cercando di coinvolgerle e questo rende tutto molto più interessante. È un’arte, in questo caso, che cerca di creare un’esperienza più che un’opera».

Un primo passo verso un quartiere ridisegnato

L’obbiettivo di Innesti Urbani è stato di riportare in vita un area specifica del centro città di Padova, che con il tempo ha visto cessare numerose attività, diventando progressivamente un area di transito. «Rispetto alle aspettative iniziali che si hanno quando si prepara un progetto di questo tipo, al momento si può rimanere un po’ delusi» afferma Eleonora Sovrani. «Però secondo me si crea una tendenza con altre iniziative del genere e alla lunga potrà far parte integrante della zona. In generale l’apporto si può comprendere nel tempo. Non è una cosa che ti da sul momento un risultato, anzi. Per il momento è bene che questa necessità di svegliare e svelare sia esplicitata e quindi è già un azione, qualcosa di attivo. L’importante è che ci siamo, insomma».

Gli artisti

Lucilla Esce
Fabio Orsi
Martina Dinato
Eleonora Sovrani
Miriam Secco
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Con Innesti Urbani, luoghi nascosti si rivelano

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Aline Lesbats, volontaria SVE presso Progetto Giovani, ha seguito alcune delle attività che per un mese hanno coinvolto due importanti vie del centro storico di Padova, via S. Francesco e via del Santo,  con la manifestazione Innesti Urbani, progetto di rigenerazione urbana realizzato con la partecipazione dell’Ufficio Progetto Giovani dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Padova.

Per saperne di più – Innesti Urbani

 

[n.d.r. Abbiamo scelto di non intervenire forzatamente sul testo di Aline, madrelingua francese]

L’obiettivo: riscoprire il patrimonio culturale e i luoghi nascosti della zona. Da aprile a maggio 2015, l’Associazione Studenti Universitari, in collaborazione con Progetto Giovani e altri enti di Padova, ha coinvolto la Contrada Antenore con Innesti Urbani, un progetto di riqualificazione dal basso mediante interventi artistici. Tra i numerosi eventi, sono state proposte quattro passeggiate guidate dal gruppo “Salvalarte” di Legambiente.

La passeggiata presso i giardini storici-Jappelliani

Scoprire la storia di Padova attraverso la visita di luoghi abitualmente chiusi al pubblico.

Sabato 23 maggio, le guide di Salvalarte ci hanno messo in luce il lavoro dell’architetto e progettista di giardini, Giuseppe Jappelli. Oltre al suo più famoso lavoro per Pietro Pedrocchi, da cui l’omonimo Caffè in centro a Padova, ha lavorato su altri progetti a Padova tra quali i Giardini Romiati.

Tra romanticismo e massoni

In Via del Santo, all’interno di un palazzo privato dallo stesso nome [n.d.r. Palazzo Romiati], si è fatta la visita dei giardini. Il visitatore è subito colpito dal contrasto tra il rigore della facciata esterna dell’edificio e il cortile interno circondato da facciate neogotiche di questo palazzo familiare ottocentesco.

Il proprietario, consapevole dell’importanza di condividere con il pubblico quello che considera un bene comune, aveva la pazienza di aspettare il gruppo lasciando il tempo di ammirare l’architettura di questo posto. Camminando nei giardini romantici ha avuto il piacere di spiegare la storia del luogo, arricchendo il percorso di aneddoti e racconti appassionati.

I giardini sono infatti un po’ particolari perché articolati su due percorsi: i giardini romantici da una parte e i giardini massonici dall’altra parte. L’esempio più concreto di questo è la collina, di false rovina, persa nella vegetazione sulla quale si erige una grande torre di stile romantico-gotico dedicata all’iniziazione massonica.

Scoprire una fetta di storia

La visita di luoghi nascosti o poco aperti al pubblico, sono belle occasioni di scoprire un pezzo di storia della città di Padova e in questo caso di uno dei suoi famosi architetti: Giuseppe Jappelli. Per essere passata molte volte nel quartiere, non mi aspettavo di visitare un palazzo vecchio di due secoli. È quindi stata una scoperta veramente inaspettata, mi rimangono però alcune domande sul passato massonico.

La visita guidata mi ha anche permesso di sapere che il proprietario organizza, quando può, visite guidate durante tutto l’anno (qui maggiori informazioni: www.palazzoromiati.com.

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Uno SVE a Padova – L’esperienza di Angel

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Mi presento. Mi chiamo Ángel, sono di Saragozza e ho 27 anni.

Inizia così la propria presentazione Ángel Lana, giovane volontario europeo che ha trascorso quasi un anno con l’ufficio Progetto Giovani per un progetto SVE.

Un anno intenso, ricco di esperienze, emozioni e novità che Ángel ha deciso di raccontare attraverso il blog unosveapadova grazie alla scrittura e al fumetto, talento che ha arricchito numerose attività del nostro ufficio.

Un sito per conoscere meglio Ángel e per saperne di più sullo SVE e sulle straordinarie opportunità che offre.

unosveapadova.wordpress.com

Nuovi strumenti per la ricerca di lavoro e stage

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La Repubblica degli Stagisti, testata online nata nel 2009 per approfondire la tematica dello stage e dare voce agli stagisti, ha presentato due importanti strumenti rivolti ai giovani che entrano nel mercato del lavoro.

Da sempre, la testata è impegnata nella promozione dei valori della trasparenza e del trattamento che i giovani dovrebbero ricevere dalle aziende.

Best Stage 2015

La guida, scaricabile gratuitamente, contiene tantissime informazioni utili su come e dove trovare le migliori occasioni di stage, sulle leggi che regolamentano i diritti e i doveri degli stagisti nelle varie Regioni italiane, e naturalmente sulle aziende virtuose che fanno parte dell’RdS network e che dunque garantiscono ai giovani un trattamento rispettoso e dignitoso durante (e dopo) lo stage.

Scarica la guida

APP RdS Job Community

RdS Job Community è uno strumento gratuito per tutti i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. L’app consente di:

  • informarsi e trovare delle risposte alle proprie domande sul mondo del lavoro grazie ai consigli sia della redazione che della community di più di 40mila utenti registrati;
  • farsi venire delle idee nuove seguendo l’attualità con i bandi da non perdere, politiche e normative sul lavoro, e tante storie di giovani che hanno trovato una via;
  • scoprire le condizioni offerte da una lista di aziende “verificate”, trasparenti e virtuose e candidarsi con pochi clic ai loro annunci di lavoro e di stage, per non perdere un’occasione.
Vai alla pagina di download

Per informazioni

La Repubblica degli Stagisti

Donatello svelato… alle scuole

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Martedì 5 maggio, nell’ambito delle attività realizzate dall’Assessorato alle Politiche Giovanili con le scuole superiori della città di Padova, gli studenti saranno ospiti del Museo Diocesano di Padova per un incontro di approfondimento in occasione della mostra “Donatello svelato. Capolavori a confronto”.

IMPORTANTE! L’evento è riservato agli studenti del Liceo “T. Livio” e del Liceo dei Padri Rogazionisti che sono stati coinvolti in questa prima occasione di collaborazione a favore dei giovani under 18.

Nel 2008, grazie al ritrovamento di alcuni documenti, è stato attribuito a Donatello il Crocifisso della chiesa di Santa Maria dei Servi in Padova, una scultura monumentale in legno dipinto. Celato alla vista dei più, e ridipinto con una patina a finto bronzo che ne ha modificato radicalmente l’aspetto, il Crocifisso è giunto fino a noi sano e salvo, ma privato del nome del suo celebre autore. Il lungo e delicato restauro condotto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo conferma ora l’altissima qualità dell’opera e la paternità donatelliana. La mostra al Museo Diocesano offre l’occasione di ammirare in condizioni davvero irripetibili il Crocifisso “svelato”, prima che venga ricollocato sul suo altare nella chiesa dei Servi.

Accanto a quello dei Servi, in uno scenografico allestimento sono esposti anche gli altri due grandi Crocifissi noti di Donatello, quello ligneo della chiesa di Santa Croce a Firenze e quello bronzeo della Basilica del Santo.

Durante l’incontro con gli studenti, il direttore del Museo Diocesano di Padova, Andrea Nante, racconta agli studenti come è nata la mostra. All’incontro segue la visita guidata ai crocifissi. 

Campiello Giovani 2015 – I 25 semifinalisti

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Conclusa la prima fase della XX edizione del Premio Campiello Giovani 2015, il concorso letterario promosso dalla Fondazione Il Campiello e riservato ai racconti prodotti da ragazze e ragazzi di età compresa tra i 15 e i 22 anni.

La Giuria di Selezione del premio ha annunciato i 25 semifinalisti, scelti tra gli oltre 300 giovani scrittori che, da tutta Italia, hanno inviato il proprio racconto.

Le prossime fasi del concorso prevedono la selezione della cinquina finalista nel corso di uno spettacolo al Teatro Stabile di Verona il prossimo 17 aprile.

Come da tradizione, il vincitore verrà proclamato durante la conferenza stampa finale del Premio Campiello, quest’anno in programma sabato 12 settembre al Teatro La Fenice di Venezia.

L'elenco dei 25

  • Come sempre – di Michael De Nuccio
  • Ilario dev’essere triste – di Raffaella Fornaciari
  • Annalessi – di Francesca Giaccaglia
  • Quel giorno il sole sorse alle undiciezerozero – di Luca Leone
  • Je suis Charlie – di Eva Mascolino
  • Questione di baffi – di Beatrice Mengato
  • L’universo accanto – di Loreta Minutilli
  • Omoide – di Cosimo Palma
  • Argilla – di Michela Petris
  • Uroboro a fine cena – di Alessandro Redaelli
  • L’ultimo numero – di Giulia Sanguin
  • Miseria – di Gabriele Terranova
  • Centoquattro ore – di Gio Maria Tessarolo

Database of volunteering opportunities

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Database of volunteering opportunities è il portale dedicato ai giovani che cercano un progetto di Servizio Volontario Europeo.

Proprio come una bacheca per annunci, il database mostra i progetti e gli enti che stanno reclutando volontari per i propri progetti SVE.

Il servizio è nato da poco e le opportunità segnalate non sono ancora tantissime: per questo è importante – per una ricerca completa – fare rifermento anche al Database of European Voluntary Service accredited organisations.

Per saperne di più sul Servizio Volontario Europeo, consulta lo sportello Spazio Europa.

Dettagli »

 

Chinese for Europeans

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Il Progetto “Cinese per Europei” risponde alle esigenze derivanti dai rapporti bilaterali tra UE e Cina.

Il progetto si concretizzerà in 5 moduli, basati su materiali di livello A1 (del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue) e tradotti in 23 lingue ufficiali dell’UE.

In base ai dati Eurostat, il volume annuo di importazioni ed esportazioni fra i due partner è in espansione. Altrettanto sistematico è l’aumento del numero di studenti e turisti europei che visitano la Cina. Il progetto, sotto forma di corsi specificamente pensati per imprenditori, turisti, studenti e bambini, intende rispondere direttamente al crescente bisogno di materiali didattici sulla lingua cinese.

Il progetto “Cinese per Europei” tende ai seguenti obiettivi:

  • rendere la lingua e cultura cinesi più familiari a individui di diverse fasce d’età provenienti da tutti gli Stati membri dell’UE;
  • promuovere il concetto della Formazione Permanente;
  • promuovere il dialogo interculturale;
  • mettere in atto nuove metodologie e integrare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’ambito della Formazione Permanente;
  • potenziare le competenze linguistiche e interculturali dei destinatari del progetto.

Gli obiettivi specifici del progetto sono:

  • fornire materiali didattici gratuiti e facilmente accessibili a individui europei che viaggiano in Cina per motivi personali, professionali, formativi o turistici;
  • facilitare i contatti fra i cittadini degli Stati membri dell’UE e gli immigrati cinesi;
  • stimolare la motivazione e la capacità di apprendimento degli europei per renderli capaci di affrontare la sfida di imparare il cinese.

Per informazioni

Visita il sito Chinese for Europeans

Erasmus+: prestiti agevolati agli studenti

Estero_ErasmusPlus

Il programma Erasmus+ avvia un piano di prestiti agevolati rivolto agli studenti impegnati in studi di secondo livello (master o equivalente).

La Commissione europea ha lanciato assieme al FEI (Fondo europeo per gli investimenti) un bando rivolto a banche e istituzioni finanziarie per partecipare al nuovo sistema di prestiti, con l’obiettivo di finanziare entro il 2020 oltre 200mila ragazzi.

I fondi Ue stanziati sono 520milioni di euro, pari al 3.5% di tutto il budget Erasmus+ 2014/2020, e saranno incrementati dagli istituti bancari coinvolti, fino ad un impegno complessivo di 3 miliardi di euro.

Il Direttore Generale dell’Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE, Flaminio Galli, spiega: «Questa iniziativa consentirà a tanti giovani di accedere a un aiuto concreto per formarsi e rafforzare le loro competenze in Europa. L’istruzione superiore è il motore di crescita per l’Europa e questa misura rappresenta un altro passo importante per favorire in modo efficace e sostenibile la mobilità per un intero ciclo di studi».

Come funziona

Le banche

Il bando prevede una chiamata a manifestare interesse a cui potranno partecipare banche, organismi di garanzia e istituti di credito e ogni anno il Fei selezionerà i più adatti a concedere i prestiti agli studenti. Secondo quanto disposto da Bruxelles, possono presentare domanda “intermediari finanziari pubblici e privati operanti in uno o più dei Paesi interessati dal programma Erasmus+ e autorizzati a concedere prestiti e finanziamenti a persone fisiche in base alle leggi nazionali che hanno recepito la direttiva 20008/48/EC del Parlamento Ue e del Consiglio del 23 aprile 2008 relativa agli accordi di finanziamento ai consumatori”. Il bando rimarrà aperto sino al 30 settembre 2020 salvo diversa disponibilità di fondi.

Gli studenti

A partire dall’autunno di quest’anno gli studenti interessati potranno rivolgersi ad uno degli istituti bancari selezionati e fare domanda per accedere al finanziamento, che sarà di massimo 12mila euro per corsi di studio di secondo ciclo della durata di 1 anno o di massimo 18mila euro per corsi della durata di 2 anni; i fondi potranno coprire le spese di iscrizione al corso e i costi di soggiorno in uno dei 33 paesi aderenti al Programma Erasmus+, che sono i 28 Paesi membri del Ue, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Macedonia e Turchia. I prestiti avranno tassi di interesse più bassi rispetto a quelli di mercato e saranno a restituzione agevolata: gli studenti inizieranno a restituire l’importo dopo un anno dalla fine del corso di studi. Per poter richiedere il prestito, gli studenti devono essere residenti in uno dei paesi Erasmus+; aver completato il primo ciclo di studi d’istruzione superiore (laurea o percorso equivalente) ed essere stati accettati per un programma di secondo ciclo (master o
equivalente) in un istituto titolare della Carta Erasmus per l’istruzione superiore.

Il corso deve svolgersi in un paese diverso dal proprio di residenza e da quello in cui è stato ottenuto il diploma di laurea di primo livello (o equivalente) ed essere un programma completo che consente il conseguimento di un titolo.

Fonte: Indire

Il diario di Beatrice da Rotterdam

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Il programma Movin’Up, nell’ambito del programma DE.MO. – sostegno al nuovo design per art shop e bookshop e alla mobilità internazionale dei giovani artisti italiani, presenta un progetto integrativo che vuole dare una visione più ampia dei lavori realizzati presso le realtà internazionali invitanti e permettere una maggiore conoscenza degli artisti selezionati.

Ciascun vincitore ha a disposizione una pagina dedicata nella quale implementare un proprio diario/blog che documenti l’attività e le esperienze realizzate all’estero, restituendo al contempo il senso della mobilità artistica.

Il progetto generale, ideato in collaborazione con l’agenzia torinese sixeleven, si completa con il coinvolgimento in partnership della Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts di Torino che, per l’occasione, ha offerto ad alcuni neo-diplomati la possibilità di “seguire narrativamente” gli artisti selezionati con resoconti, interviste e diari digitali.

Gli artisti selezionati si interfacciano con il giovane scrittore di riferimento sia nei periodi immediatamente antecedenti e successivi alla partenza, durante i quali sono redatte alcune interviste relative al progetto, sia durante la permanenza all’estero.

Nella pagina principale del progetto Diario Web è possibile seguire tutti gli aggiornamenti relativi agli artisti in viaggio tramite il live dall’account Twitter ufficiale dell’operazione @movinuplive

E’ possibile inoltre commentare l’operazione twittando con l’hashtag #MovinUpLive o interagire con i singoli progetti utilizzando l’hashtag specifico presente nella pagina di ogni artista.

Beatrice Sarosiek

Anche Beatrice, legata all’archivio locale GAI e collaboratrice dell’area Creatività di Progetto Giovani, partecipa all’iniziativa durante la residenza a Rotterdam presso NAC Foundation (New Studios Charlois).

Per conoscere meglio Beatrice e il suo progetto e per seguirla via Twitter, visita il suo diario web.

Vorrei conoscere di più il modo in cui un quartiere può essere vissuto e capire quello che può diventare. Attraverso questa esplorazione, vorrei sapere anche di più della cultura e della mentalità olandese. Vorrei imparare nuovi modi di lavorare e di progettare, di relazionarsi con e in contesti diversi. Vorrei che nascessero delle opportunità creative di narrazione e auto-rappresentazione, di nutrimento dell’identità del quartiere. Vorrei che si attivassero nuove cose, cose in movimento, come relazioni e idee, tanto nel quartiere quanto nel mio percorso, vorrei attivare nuove reti fra Olanda e Italia.Beatrice