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Indagine GAI sui giovani artisti in Italia

Il GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani (di cui l’Ufficio Progetto Giovani è sede locale), in partnership con la Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e con il contributo della Compagnia di San Paolo, promuove un’indagine sulle carriere artistiche emergenti e la produzione culturale indipendente in Italia per studiare a livello nazionale le scene artistiche emergenti e la produzione culturale indipendente.

L’indagine

L’indagine nasce per comprendere come si sono trasformate le carriere artistiche e culturali nel settore della creazione contemporanea, se si possono individuare dei meccanismi di inclusione/esclusione degli under 35 dai circuiti economici dell’arte, ma anche quali possono essere i nuovi modelli organizzativi e di produzione per migliorare l’impatto culturale e la sostenibilità economica.

Lo studio, svolto sia sul livello nazionale che quelli regionali/locali, vuole analizzare principalmente tre ambiti:

  • trasformazioni nel ruolo e nelle carriere delle professioni artistiche e culturali;
  • nuove forme organizzative e modelli di produzione culturale e artistica;
  • ruolo degli artisti e dei centri nelle trasformazioni urbane.

L’indagine si svolge secondo alcune fasi modulari di lavoro e step di avanzamento consecutivi che coinvolgono creativi emergenti, centri indipendenti di produzione culturale, enti di formazione, istituzioni e che si sviluppa nell’arco di 18 mesi tramite gruppi di discussione, analisi quantitative, ricerche pilota, presentazioni dedicate per arrivare ad un rapporto finale da veicolare attraverso pubblicazioni e canali del settore.

Compila il questionario

Il questionario è rivolto ad artisti under 35 di tutte le discipline, che vivono e/o lavorano in Italia, che stiano svolgendo o abbiano terminato negli ultimi 5 anni periodi di formazione o perfezionamento in ambito artistico e culturale. Si compone di 25 domande e richiede circa 7 minuti per la sua compilazione. Le risposte verranno trattate in forma anonima.

Il questionario deve essere compilato online entro il 20 luglio 2019.

Compila il questionario

Per informazioni
GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani
Via Corte d’Appello 16, Torino
Tel.: 011 01130020
Mail: info@giovaniartisti.it

Marco Maria Zanin | Giovane Fotografia Italiana #05

Marco Maria Zanin nasce a Padova nel 1983. Si laurea prima in Lettere e Filosofia e poi in Relazioni Internazionali, ottenendo un master in psicologia. Sviluppa contemporaneamente l’attività artistica, e compie numerosi viaggi e soggiorni in diverse parti del mondo, mettendo in pratica quell’esercizio di “dislocamento” fondamentale per l’analisi critica dei contesti sociali e per alimentare la sua ricerca tesa a individuare gli spazi comuni della comunità umana.

Mito e archetipo come matrici sommerse dei comportamenti contemporanei sono il centro della sua indagine, che si snoda sull’osservazione della relazione tra l’uomo, il territorio e il tempo. Sceglie come strumento privilegiato la fotografia, che è spesso usata mescolando tecniche diverse e superando i confini di altre discipline artistiche.

Vive e lavora tra Padova e San Paolo del Brasile.

Os Argonautas

Loop (“circuito” in inglese) è il tema attorno al quale ruota la quinta edizione di Giovane Fotografia Italiana, progetto dedicato alla fotografia emergente per il quale Marco è stato selezionato con Os Argonautas.

Essenziale e minimalista, il progetto desidera ricomporre i resti della memoria che ha legato le storie di due Paesi, il Brasile e l’Italia, contribuendo allo sviluppo economico e culturale di entrambi, una forma peculiare di una pratica eterna, quella del viaggio verso un destino migliore.

La consistenza della memoria è messa a dura prova di fronte alle dinamiche della metropoli post-moderna. I supporti materiali su cui essa si deposita, siano essi monumenti, antichi edifici, oggetti o album di famiglia, sono puntualmente demoliti dagli effetti di una forza cieca che spinge verso il nuovo, verso il massimo profitto, che trasforma rapidamente il tessuto sociale e urbano della città e lascia i suoi abitanti senza radici.

San Paolo del Brasile è la più grande città “italiana” dopo Roma. Qui, a partire dal 1865 si riversò gran parte dei flussi migratori che dall’Italia, soprattutto dalle campagne del Veneto, si dirigevano oltreoceano. Oggi è una metropoli di venti milioni di abitanti, capitale culturale di una delle più dinamiche economie emergenti, un complesso, gigantesco e caotico organismo di cemento in cui convivono e cozzano una moltitudine di storie, etnie, religioni, classi sociali, in una corsa continua verso il futuro.

Tra gli argonauti approdati in Brasile ci sono stati grandi imprenditori, artisti e altre figure rilevanti, ma i protagonisti di questa indagine sono gli “ultimi”, contadini e artigiani che hanno lasciato le loro terre come unica alternativa alla miseria. Essi sono spesso senza volto perché le loro identità si perdono nel tempo, e senza nome perché non esiste una storia che si sia preoccupata di tramandare le loro gesta. Le loro presenze si confondono nel peso e nel rumore del tempo, reso ancora più graffiante dai ritmi della metropoli. Rimangono pochi segni, qualche ricordo attorcigliato a un sogno, forme che prendono altre forme. Materia riemersa, ora disponibile per essere lavorata.

Per informazioni

Marco Maria Zanin

Spazi d’Arte – In/Out

Giovedì 4 maggio alle 18:30, l’Ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova inaugura la nuova edizione di Spazi d’Arte, “In/Out“. La mostra, a cura di Matilde Cesareo, vede i lavori di Luca Broglia, Serena Pea e Gianna Rubini abitare gli spazi dell’ufficio, al secondo piano del Centro Culturale Altinate San Gaetano.

Sarà visitabile gratuitamente fino al 16 giugno, negli orari di apertura al pubblico.

Il concept

Guardare ciò che ci circonda con sguardo esterno e disinteressato, proteggendoci dalle emozioni, o penetrare la realtà alla scoperta del vero significato di ciò che incontriamo casualmente? La mostra vuole aiutare il visitatore ad abbandonarsi a questa indagine attraverso l’occhio esperto dell’obiettivo della macchina fotografica, per cambiare il proprio punto di vista e riconoscere le barriere che lo impediscono.

Gli artisti e i lavori in mostra

Luca Broglia

Luca Broglia è nato nel 1988 a Desenzano del Garda. Diplomato in discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo all’Università di Padova, si innamora della macchina fotografica e frequenta l’Istituto Italiano di Fotografia a Milano. Attualmente vive e lavora a Budapest.

I suoi lavori, spesso ispirati da musica, cinema, arte e letteratura, sono il risultato di un uso particolare della luce e di un attento studio del setting e delle inquadrature.

A “In/Out” porta Night Rooms.

Serena Pea

Serena Pea è nata nel 1984 e si è formata all’Accademia di Belle Arti specializzandosi in Fotografia. Dopo alcune esperienze in studi fotografici, un fortuito incontro l’ha portata a studiare Fotografia di Scena presso l’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Collabora dal 2012 con il Teatro Stabile del Veneto, sviluppando parallelamente progetti artistici.

I suoi lavori personali scaturiscono spesso dai suoi incontri con le persone, da cui cerca di trarre il meglio possibile. Questo aspetto è evidente sia nel lavoro che porta per “In/Out”, Songul, sia nel suo principale lavoro precedente, Everyday Souvenirs. Quest’ultimo è stato scelto tra i 12 vincitori di Giovane Fotografia Europea presso il Festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia nel 2014.

Gianna Rubini

Gianna Rubini è nata nel 1993 a Vicenza. Ha frequentato il corso di laurea in Fine and Performative Arts all’Accademia di Belle Arti di Venezia, laureandosi nel 2014. Fa parte del Collettivo Barnum insieme ad altri dieci artisti, con cui, nel 2016, ha esposto a Vicenza con la mostra Entropia e a Venezia con The Elephant in the Room.

Il linguaggio che predilige è quello della fotografia, e a “In/Out” porta due lavori: For Each Piece of You e Fiori nel-per-sul-con-tra cemento.

Spazi d’Arte

Attraverso appuntamenti periodici, l’Ufficio Progetto Giovani si trasforma in open space da vivere e frequentare in modo diverso, diventando luogo d’incontro informale con l’arte emergente; un’opportunità per comprendere nuovi linguaggi artistici e conoscere più da vicino gli artisti che vivono e lavorano in città.

Spazi d’Arte si inserisce nel percorso di promozione della creatività giovanile che, durante tutto l’anno, propone attività di orientamento e formazione per giovani artisti e operatori culturali under 35: momenti di crescita personale, ma anche occasioni per riflettere sul contemporaneo attraverso temi d’interesse per le nuove generazioni.

Gli artisti e gli operatori coinvolti nel progetto Spazi D’Arte provengono dall’Archivio GAI (Giovani Artisti Italiani), un database con più di 600 iscritti, sempre in aggiornamento. L’Associazione GAI – Giovani Artisti Italiani è una realtà nazionale di cui Progetto Giovani è antenna locale.

Per informazioni

Ufficio Progetto Giovani – Area Creatività
via Altinate, 71 – 35121 Padova
Tel: 049 8204795
Mail: pg.creativita@comune.padova.it