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Lance Weller, “Wilderness” – #giovanipromesse17

Sabato 17 giugno – ore 19:00

Lance Weller

“Wilderness” (Keller)

per Letti di Notte

Centro Universitario Padovano

Il libro

Abel Truman vive sulla costa selvaggia del Pacifico, nello Stato di Washington. Si accontenta di poche cose: il riparo di una baracca di legno e la compagnia del suo cane. Lì, ai confini del mondo, ci è arrivato dopo il massacro del Wilderness, uno degli scontri più cruenti della Guerra civile americana. Per trent’anni è stato perseguitato da quel passato e per trent’anni ha sperato che il tempo e la solitudine rimarginassero le sue cicatrici. Ora, vecchio e malato, ha deciso di lasciare quel luogo e partire per un ultimo viaggio, una missione che ha poche speranze di portare a termine, per affrontare ciò che alberga nel suo cuore sin da prima degli orrori della guerra. Non appena si mette in cammino però il vecchio soldato è raggiunto dall’antica violenza: due uomini lo aggrediscono, gli rubano il cane e lo lasciano a terra quasi morto. Abel parte alla loro caccia, attraverso le Olympic Mountains minacciate dall’arrivo della neve; la sua ricerca lo porterà a tu per tu con i ricordi e gli mostrerà la strada verso una redenzione in cui aveva smesso di sperare.

Nel contrasto di luce e tenebra, ambientazioni selvagge e rifugi d’umanità, brutalità e tenerezza, nel tentativo di conciliare una guerra orribile con il grande buio della fine, Wilderness ci restituisce non solo la commovente storia di un personaggio indimenticabile, ma anche il racconto di ciò che siamo come esseri umani. Un’eroica epopea, un libro sorprendente che ha inscritto di diritto Lance Weller tra i grandi narratori americani.

L’autore

Lance Weller, oltre a “Wilderness”, ha pubblicato brevi racconti in diverse riviste letterarie tra cui “The Breathable Air”, che ha vinto il premio Glimmer Train’s Short-Story for New Writers e “The Seven League Boots”, pubblicato su New Millennium Writings e nominato per il Pushcart Prize.

Il lavoro di Weller è stato pubblicato anche su The American Literary Review, The Broadkill Review e un estratto di “Wilderness” è apparso nel numero autunno/inverno 2008-09 di Quiddity. “Wilderness” è stato nominato anche per il prestigioso premio francese Prix Médicis. Nato a Everett, Washington, vive a Gig Harbor, Washington con la moglie e quattro enormi cani.

Per informazioni

Ufficio Progetto Giovani
via Altinate, 71 – 35141 Padova
Mail: progettogiovani@comune.padova.it

Mario Coppola, “In cima al mondo, in fondo al cuore” e Nicola Barilli, “Italia in autunno” – #giovanipromesse17

Martedì 30 maggio – ore 19:00

Mario Coppola

“In cima al mondo, in fondo al cuore” (Giunti)

Nicola Barilli

“Italia in autunno” (Pendragon)

con Elena Sbrojavacca

Casa della Rampa Carrarese

I libri

 In cima al mondo, in fondo al cuore

In cima al mondo, in fondo al cuore. Un giovane architetto precario e ambizioso, tra Napoli e Londra, la carriera e l’amore”, il romanzo generazionale di Mario Coppola che dà voce ai sogni e alle paure di tanti ragazzi italiani che devono cercare fortuna all’estero – ma anche la parabola senza tempo di un ragazzo che cerca con coraggio il suo posto nel mondo
Michelangelo è un ragazzo creativo e tremendamente competitivo, studia con passione architettura a Napoli e ha un sogno: entrare nello star system internazionale, il jet-set delle riviste patinate su cui sogna a occhi aperti.

Ama profondamente la sua città e il suo parco organico ai Ponti Rossi, ha una ragazza e una famiglia che ama eppure è disposto a rinunciare a tutto pur di scalare la vetta del successo. Trovare un lavoro decente nel sud Italia è quasi impossibile, ma non è per questo che Michelangelo vuole andar via: lui vuole arrivare in cima al mondo, diventare come Zaha Hadid, l’archistar che ha cambiato l’immaginario collettivo con i suoi progetti rivoluzionari. Così si lascia alle spalle luoghi, amore e amici e taglia in anticipo tutti i traguardi fino a ritrovarsi, ancora studente, nello studio più famoso del mondo. Nella velocità della corsa, però, rischia di perdere tutto ciò che ha – compreso l’amore… I giorni passano, le soddisfazioni e i soldi non mancano ma qualcosa non torna, come se lontano da casa e dagli affetti persino la gloria fosse inutile. Nella frenetica e brillante city Michelangelo si accorge di avere delle radici penzoloni, scopre la solitudine e la malinconia fino a chiedersi se, malgrado l’Italia del precariato e la Napoli della spazzatura, il successo all’estero possa dare davvero la felicità.

Italia in autunno

Bologna, Italia. Seconda metà degli anni zero. Berlusconi regna incontrastato. Chi si affaccia alla vita adulta trova davanti a sé solo parole come “crisi”, “declino”, “emigrazione”. Dopo un periodo passato a Berlino, Andrea Montini – soprannominato Cinquecento da sua madre in onore di due grandi eccellenze italiane, il Rinascimento e l’omonima automobile – sta finendo senza molta convinzione un dottorato sul tema del “forno” nella cultura tedesca. La fidanzata, i genitori, un amico enigmaticamente scomparso alla soglia dei vent’anni: attorno a lui vortica un mondo piccolo ma implacabile nella richiesta di impegno, di serietà, di progetto, e Andrea Montini ci prova ad assecondarlo, il mondo, ma gli esiti sono quasi sempre grotteschi – quando non tragici… Sì, perché Italia in autunno è un romanzo che fa ridere e piangere allo stesso tempo, e ne contiene molti altri dentro di sé: è la storia della crisi italiana degli ultimi quindici anni e di una stabilità impossibile; è una storia d’amore e di disamore; è la storia di una fascinazione per l’estero che permette di capire l’Italia e l’italianità; è il racconto, straniato da una prospettiva inusuale, di una certa Bologna e di una certa Emilia; è il romanzo di formazione di un’epoca in cui non si cresce più.

Gli autori

Mario Coppola (1984) è architetto, designer e professore a contratto di Composizione Architettonica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nato e cresciuto tra Napoli e Punta Licosa, ha conseguito un master al Politecnico di Milano e lavorato nello studio Zaha Hadid Architects di Londra su numerosi progetti in diversi periodi (per la prima volta a ventitré anni, da studente). Nel 2010 ha lasciato definitivamente lo studio Hadid ed è tornato a Napoli, dove ha sviluppato una ricerca sulla fusione tra design, architettura e ambiente e ha fondato ecosistema studio per realizzare progetti volti a una simbiosi tra persona e biosfera. Nel 2014 ha concluso un dottorato di ricerca in progettazione e, nel 2015, ha pubblicato Architettura PostDecostruttivista (D editore) leggendo l’architettura contemporanea attraverso la teoria della complessità.

Nicola Barilli nasce a Bologna il primo gennaio 1977. Dopo una laurea in lettere e un periodo di lavoro a Berlino, fa un dottorato in letterature comparate. Nel 2008 fonda assieme ad altri lo studio editoriale Scribedit. Suoi testi narrativi sono apparsi su «Nuovi Argomenti», «Argo», «Rassegna Sindacale ». Da sempre affianca la musica alla scrittura: “Dopo Schabowski” è il suo progetto attuale. Italia in autunno (Pendragon , 2016) è il suo primo romanzo.

La moderatrice

Elena Sbrojavacca (1989) è dottoranda di Italianistica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. La sua ricerca verte su Il Libro Unico di Roberto Calasso. Attualmente partecipa alla curatela di un volume BUR sull’opera teatrale di Luigi Pirandello. Suoi contributi per riviste del settore, pubblicati o in attesa di pubblicazione, riguardano: Luciano Erba, Beppe Fenoglio, Roberto Calasso, Claude Fauriel, Gianfranco Contini, Andrea Zanzotto.

Per informazioni

Ufficio Progetto Giovani
via Altinate, 71 – 35141 Padova
Mail: progettogiovani@comune.padova.it

I premi letterari – #giovanipromesse17

Giovedì 1 giugno – ore 18:00

I premi letterari

Intervento del neoproclamato Vincitore della  XXX del Premio Calvino

con Enza del Tedesco (Premio Berto), Laura Mollea (Premio Calvino), Piero Luxardo (Premio Campiello)

in collaborazione con Università degli Studi di Padova

Cortile antico di Palazzo del Bo

I premi

Premio Berto

Il Premio Letterario Giuseppe Berto per un’opera prima di narrativa è sorto nel 1988, su iniziativa di un gruppo di amici ed estimatori, critici illustri come Giancarlo Vigorelli, Michel David, Cesare De Michelis, scrittori come Dante Troisi e Gaetano Tumiati. Questi ultimi tra l’altro avevano condiviso con Berto oltre due anni di prigionia in Texas durante la seconda guerra mondiale. Scopo del Premio era ricordare e riproporre il nome e l’opera di uno scrittore che, nonostante i suoi grandi successi, è stato troppo spesso trascurato da una certa critica ufficiale a causa del suo straordinario anticonformismo.

Il Premio era riservato ad opere prime, emergenti per assoluta originalità di forma e di schiettezza di ispirazione, per mantenere fede alla volontà di Berto il quale, conoscendo gli ostacoli che si oppongono alla pubblicazione di libri validi, s’era sempre battuto perché i giovani di talento non ne incontrassero troppi sulla loro strada. Il Premio è stato gestito per 22 edizioni dal 1988 al 2010, con una pausa nel 1994, dalle amministrazioni comunali di Mogliano Veneto, dove Berto era nato, e di Ricadi, in Calabria, dove lo scrittore aveva eletto la sua residenza e dove è sepolto. Le due cittadine ospitavano ad anni alterni la cerimonia di premiazione.

Nel 2011 a fronte di difficoltà economiche e organizzative il Premio ha subito una sospensione, che da temporanea è diventata definitiva. In quell’anno furono istituite due borse di studio “Giuseppe Berto” destinate a tesi di laurea in letteratura italiana, ognuna del valore di 3.000,00 euro, assegnate a due neolaureati dei dipartimenti di italianistica delle Università di Padova per il Veneto e di Cosenza per la Calabria.

Premio Calvino

Il Premio è stato fondato a Torino nel 1985, poco dopo la morte di Italo Calvino, per iniziativa di un gruppo di estimatori e di amici dello scrittore tra cui Norberto Bobbio, Natalia Ginzburg, Lalla Romano, Cesare Segre, Massimo Mila e molti altri. Ideatrice del Premio e sua animatrice e Presidente fino al 2010 è stata Delia Frigessi, studiosa della cultura italiana tra Ottocento e Novecento e a lungo impegnata sul fronte del disagio mentale degli emigranti.

Calvino, com’è noto, svolgeva lavoro editoriale per l’Einaudi; l’intenzione è stata quella di riprenderne e raccoglierne il ruolo di talent-scout di nuovi autori (ne è testimonianza il volume I libri degli altri, Einaudi, 1991). Di qui l’idea di rivolgersi agli scrittori esordienti e inediti, per i quali non è facile trovare il contatto con il pubblico e con le case editrici. Il Premio si propone, in breve, come una sonda gettata nel sommerso della scrittura e come interfaccia tra questo universo e il mondo dell’editoria, del pubblico e della critica.

Il Premio Italo Calvino guarda al futuro, segnala e premia opere prime inedite di narrativa. Si rivolge dunque agli aspiranti scrittori. Il Premio non ha voluto – consapevolmente – definire una propria linea critica, né privilegiare stili, forme e contenuti. L’interesse è unicamente per la qualità della scrittura e per l’emergere di nuove tendenze. L’ambizione è essere rabdomanti della qualità e del nuovo. Oltreché dell’autentico. Altra ambizione è l’apertura verso ogni individuo scrivente, senza distinzioni di età, di sesso, di statuto sociale. E oggi, occorre aggiungere, di provenienza culturale e etnica. Questa ambizione si è pienamente realizzata.

Le Giurie del Premio, ogni anno diverse, sono sempre costituite da critici letterari, storici della letteratura, scrittori e operatori culturali tra i più rappresentativi della scena culturale italiana: Natalia Ginzburg, Cesare Segre, Cesare Cases, Jacqueline Risset, Antonio Moresco, Marino Sinibaldi, Tiziano Scarpa, Silvia Ballestra, Carlo Lucarelli, Antonio Scurati, Valeria Parrella, Gianrico Carofiglio, Michela Murgia. Il Premio si avvale del supporto della rivista “L’Indice dei libri del mese”, che pubblica i nostri bandi, i testi dei finalisti e le recensioni dei nostri autori pubblicati.

Premio Campiello

Il “Campiello” è un premio letterario che viene assegnato a opere di narrativa italiana. Istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto con lo scopo di ritagliare un preciso spazio per l’imprenditoria veneta nel mondo culturale italiano. Nella sua storia, il Premio Campiello ha provato la validità delle sue scelte culturali segnalando all’attenzione del grande pubblico numerosi autori e romanzi che hanno segnato la storia della letteratura italiana.

La prima edizione si svolse nel 1963 a Venezia nell’isola di San Giorgio e vide premiare il romanzo di Primo Levi “La Tregua”. Il Premio, in seguito, fu ospitato in contesti tra i più rappresentativi della storia e della cultura della città quali ad esempio La Fenice e Palazzo Ducale: palcoscenici di una città unica dove, hanno calcato la scena, e si avvicendano ancora oggi i più importanti nomi della cultura italiana.

Oggi il Premio, ritenuto uno tra i più prestigiosi d’Italia e tra i più importanti nel panorama editoriale italiano, è un canale con il quale gli Industriali Veneti intendono offrire il loro contributo alla promozione della narrativa italiana e a incentivare e diffondere il piacere per la lettura nella consapevolezza che un premio trovi la sua massima ragion d’essere nel “creare nuovi lettori”.

Si è dimostrata efficace l’idea iniziale e mai mutata del meccanismo ideato per giungere al vincitore: una duplice giuria, una tecnica ed una popolare. La prima preposta a nominare i cinque finalisti scelti tra quanti, secondo i termini del bando di concorso, vengono indicati ammissibili al premio, la seconda, una giuria che varia ogni anno composta da 300 lettori, chiamati a scegliere il vincitore, ed i cui nomi rimangono segreti fino alla sera della cerimonia, a garantire la totale indipendenza di giudizio.

Il Campiello ha costruito quindi la sua identità e la sua forza a partire dalla doppia giuria, vantando almeno due primati: aver inaugurato per primo la formula di una larga giuria popolare, formula, in seguito esportata in altre manifestazioni ed essere assurto nel novero dei grandi premi nel più breve spazio di tempo.

Per informazioni 

Ufficio Progetto Giovani
via Altinate, 71 – 35141 Padova
Mail: progettogiovani@comune.padova.it

“Da giovani promesse…” 2017

Clicca sui nomi dei protagonisti di ciascun appuntamento per scoprire il dettaglio del programma.

Il programma

Mer 24/05Gio 25/05Ven 26/05Sab 27/05Lun 29/05Mar 30/05Mer 31/05Gio 1/06Sab 17/06

Palazzo del Bo, Sala da pranzo del Rettorato – 17:00

Emily Witt e Giulio D’Antona

Seminario sul giornalismo narrativo

con Fabio Deotto

in collaborazione con Università degli Studi di Padova

L’incontro è riservato a un massimo di 25 persone.

Iscriviti qui

Casa della Rampa Carrarese – dalle 19:00

Emily Witt

“Future Sex” (Minimum Fax)

con Giulio D’Antona e Fabio Deotto

Alessandro Ragazzo

Parole e musica: “New York”

Palazzo San Bonifacio – 17:30

Giulia Caminito

“La grande A” (Giunti)

con Matteo Marchesini

Palazzo San Bonifacio – 19:00

Paul Lynch

“Cielo rosso, al mattino” (66thand2nd)

con Enrico Terrinoni

Palazzo Maldura, Aula Scattola – 14:30

Tradurre oggi (Finnegans Wake)

conferenza di Enrico Terrinoni

in collaborazione con Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari – Università degli Studi di Padova

Orto Botanico, Sala Emiciclo – 17:30

Arthur Brügger

“L’occhio del pescespada” (Longanesi)

in collaborazione con il corso di Letterature Francofone del DISLL dell’Università di Padova

Orto Botanico, Sala Emiciclo – 19:00

Ida Amlesù

“Perdutamente” (Nottetempo)

con Ginevra Lamberti

Liceo Scientifico Statale “I. Nievo” – 8:15

 Arianna Babbi, Martina Pastori, Sahara Rossi, Teresa Tonini, Andrea Zancanaro

Presentazione dei cinque finalisti della XXII edizione del Premio Campiello Giovani

Incontro riservato agli studenti delle scuole superiori

Caffè Pedrocchi, Sala Verde – 11:00

Roberta Durante, Maddalena Lotter e Julian Zhara

Da giovani poeti…

a cura di Maddalena Lotter

Caffè della Piazzetta, Ghetto – 19:00

Alberto Bianco

Parole suonate

Palazzo San Bonifacio – 17:30

Luca Bernardi

“Medusa” (Tunué)

con Veronica Tabaglio

Palazzo San Bonifacio – 19:00

Francesca Manfredi

“Un buon posto dove stare” (La Nave di Teseo)

con Sara Vergot

Palazzo del Bo, Sala da pranzo del Rettorato – dalle 17:00

Tommaso Giagni

“Prima di perderti” (Einaudi)

Massimiliano Virgilio

“L’americano” (Rizzoli)

con Emmanuela Carbé ed Enrico Zucchi

in collaborazione con Università degli Studi di Padova

L’incontro è riservato a un massimo di 25 persone.

Iscriviti qui

Casa della Rampa Carrarese – 19:00

Mario Coppola

“In cima al mondo, in fondo al cuore” (Giunti)

Nicola Barilli

“Italia in autunno” (Pendragon)

con Elena Sbrojavacca

Palazzo San Bonifacio – 17:30

Giuliana Altamura

“L’orizzonte della scomparsa” (Marsilio)

con Lucia Assenzi

Palazzo San Bonifacio – 19:00

Anna Giurickovic Dato

“La figlia femmina” (Fazi)

con Alessandro Cinquegrani

Caffè Pedrocchi, Sala Egizia – 16:30

Francesca Scotti

“Ellissi” (Bompiani)

con Matteo Giancotti e Carlo Tenuta

Cortile antico di Palazzo del Bo – 18:00

I premi letterari

Intervento del neoproclamato Vincitore della XXX del Premio Calvino

con Enza del Tedesco (Premio Berto), Laura Mollea (Premio Calvino), Piero Luxardo (Premio Campiello)

in collaborazione con Università degli Studi di Padova

Centro Universitario Padovano – 19:00

Lance Weller

“Wilderness” (Keller)

per Letti di Notte

Scarica il programma

I luoghi

La rassegna

Dal 24 maggio al 1° giugno, l’Ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova presenta “Da giovani promesse…”, il festival letterario dedicato agli esordi letterari più brillanti e ai giovani autori del panorama editoriale italiano e internazionale.

Il titolo “Da giovani promesse…” parafrasa l’affermazione del critico Alberto Arbasino che descrive l’evoluzione della carriera di uno scrittore che, nato come giovane promessa, spesso attraversa la fase del “solito stronzo” per poi diventare un venerato maestro.

Otto giorni di appuntamenti letterari, incontri di approfondimento e momenti musicali, senza dimenticare le presentazioni nelle scuole: il festival nasce con l’intenzione di coinvolgere un pubblico sempre più eterogeneo e rendere protagonisti i giovani e i loro talenti, valorizzando, al tempo stesso, lo spazio urbano della città.

Gli appuntamenti, infatti, si terranno fuori dai luoghi tradizionalmente dedicati alle presentazioni letterarie. Gli ospiti presenteranno le proprie opere nei palazzi storici della città, mettendone così in luce il patrimonio storico e architettonico meno conosciuto, senza dimenticare gli spazi messi a disposizione dall’Università, dal Palazzo del Bo all’Orto Botanico.

moderatori saranno giovani professionisti dell’editoria, critici o scrittori, e dottorandi dell’Università, che avranno l’occasione di portare il proprio contributo in un confronto “alla pari” con gli autori, coinvolgendo il pubblico in un dibattito sulle forme del racconto e sulla giovane narrativa italiana. Non mancheranno gli incontri con gli studenti delle scuole superiori di Padova, che dialogheranno con gli ospiti del festival per scoprire il mestiere dello scrittore e approfondire con loro forme e contenuti della narrazione.

Tutti gli incontri sono ad accesso libero e gratuito.

Per informazioni

Ufficio Progetto Giovani
Via Altinate, 71 – 35121 Padova
Mail: progettogiovani@comune.padova.it

Padova città che legge

Nel 2017 Padova è stata ammessa tra i 363 Comuni che hanno dimostrato di possedere tutti i requisiti richiesti dall’avviso per la qualifica di “Città che legge“.

Il riconoscimento

Dalla lettura dipendono lo sviluppo intellettuale, sociale ed economico delle comunità: è con questa consapevolezza che il Centro per il libro e la lettura, d’intesa con l’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani attraverso la qualifica di “Città che legge” ha deciso di promuovere e valorizzare quelle Amministrazioni comunali impegnate a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche pubbliche di promozione della lettura.

L’intento è di riconoscere e sostenere la crescita socio-culturale attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso, in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.

Una Città che legge garantisce ai suoi abitanti l’accesso ai libri e alla lettura attraverso biblioteche e librerie, ospita festival, rassegne o fiere che mobilitano i lettori e incuriosiscono i non lettori, partecipa a iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie e associazioni e aderisce a uno o più dei progetti nazionali del Centro per il libro e la lettura (Libriamoci, Maggio dei libri, In Vitro).

Per ottenere la qualifica, i comuni hanno dovuto presentare la propria candidatura entro il 31 gennaio. Quelli che hanno dimostrato di avere le caratteristiche richieste sono stati inseriti nell’elenco delle “Città che leggono” e avranno la possibilità di partecipare ai bandi che il Centro per il libro lancerà per premiare i progetti più meritevoli.

Padova legge

Numerosi sono i requisiti che hanno fatto sì che Padova venisse selezionata tra i 520 Comuni (tra paesi, cittadine e capoluoghi) candidati al titolo di “Città che legge”: biblioteche, librerie, attività di promozione della lettura – in particolare verso le giovani generazioni – e festival letterari.

Tra questi ultimi rientra Da giovani promesse…, l’appuntamento annuale dedicato agli esordi letterari più brillanti e ai giovani autori del panorama editoriale italiano e internazionale, che si terrà in città dal 24 maggio all’1 giugno.

L’iniziativa rientra nella settima edizione di Maggio dei Libri (23 aprile-31 maggio), la campagna nazionale di promozione della lettura promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con la partecipazione di partner istituzionali (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Associazione Nazionale Comuni Italiani) e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Lista dei Comuni ammessi

 

Federica Manzon – La nostalgia degli altri

Lunedì 8 maggio alle 18:00, la libreria Feltrinelli di via San Francesco, 4 ospita l’incontro con Federica Manzon per la presentazione del suo nuovo libro, “La nostalgia degli altri“.  Dialoga con l’autrice Valentina Berengo.

L’appuntamento è realizzato in collaborazione con l’Ufficio Progetto Giovani, ultima anticipazione in vista di #giovanipromesse17, il festival dedicato alla giovane narrativa italiana e internazionale che si terrà a Padova l’ultima settimana di maggio.

Il libro

Lizzie è volubile, egoista e piena di fascino, una dittatrice nata, circondata da una fama temeraria fin dall’adolescenza. Adrian è timido, maldestro, incapace di fare una mossa audace, eppure animato da desideri pericolosi. I due si incontrano all’Acquario: una grande industria dell’intrattenimento, un luogo dove si trasformano sentimenti e sogni in mondi digitali. Non si frequentano, ma ogni notte si scrivono. Un guaio per due persone convinte che a raccontare bene una storia la si possa rendere reale. E quanto più i corpi si sottraggono e il contatto virtuale dilaga, tanto più cresce il loro innamoramento. Ma chi è davvero Adrian? Un amante dedito o un tiranno crudele? Una persona in carne e ossa o un fake da social network? E soprattutto, cosa sa Lizzie di lui? Perché non si spaventa quando inizia ad accorgersi che tutto ciò che Adrian ha raccontato di sé manca di coerenza?

Sullo sfondo, una Milano vivida nei suoi tic, le terrazze, gli arrampicatori, l’alcol e le droghe, le notti, e per contro una Trieste selvaggia e poetica da cui si può solo andare via. Milano è ambizione, Trieste è sentimento. Adrian e Lizzie diventano, pagina dopo pagina, personaggi da cui non vorremmo separarci mai. Immersi fino all’osso e malgrado se stessi nella storia del loro amore, nello struggimento per tutto quello che non potrà mai essere, nella nostalgia per un tempo magnifico che è da subito perduto e per sempre rimpianto.

Federica Manzon costruisce un racconto limpido e coinvolgente sull’identità e la necessità di nasconderla, sul nostro presente dove la verità sta sempre dietro uno schermo e l’autenticità appare una questione fuori moda, ma anche sulle nostre infanzie e i giochi dimenticati, sulle regole dell’attrazione. Un romanzo che sente con rarissima precisione la contemporaneità, ma che è prima di tutto una storia sulla fatica di capirsi quando ci si ama, o quando l’amore è solo una storia ben raccontata.

“Nessuno è più irrimediabilmente perduto di due bravi ragazzi che si sono rovinati a vicenda.”

L’autrice

Federica Manzon (Pordenone, 1981), laureata in Filosofia contemporanea, ha pubblicato i suoi racconti sulla rivista Nuovi Argomenti (di cui è redattrice) e sulla webzine italiana Carmilla on line prima di esordire nel 2008 nella raccolta corale “Tu sei lei” e con il romanzo “Come si dice addio”. Nel 2011 il suo secondo romanzo “Di fama e di sventura” ha vinto il Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice ed è entrato nella cinquina finalista del Premio Campiello. Nel 2015 ha curato il volume collettivo “I mari di Trieste”. Attualmente editor della Narrativa Straniera a Mondadori, collabora con il quotidiano Il Piccolo e l’organizzazione del festival letterario Pordenonelegge. Con Feltrinelli ha pubblicato “La nostalgia degli altri” (2017).

Valentina Berengo, ingegnere edile di formazione, con PhD in Ingegneria Geotecnica ed esperienza nel campo della progettazione geotecnica, da cinque anni si muove, a diverso titolo, nel settore dell’editoria. Ha ideato un progetto che racconta di ingegneria e letteratura “L’anima cólta dell’ingegnere”(alla terza edizione) e ha fondato insieme a Gioia Lovison “Personal Book Shopper – dimmi chi sei e ti dirò cosa leggere” (www.lepersonalbookshopper.it) un progetto culturale di consigli di lettura, che ha nella radio il suo mezzo di elezione (RadioBue.it, Radio Capital). È l’addetta stampa della casa editrice “L’Iguana”.

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Matteo Marchesini presenta “False coscienze”

False coscienze. Tre parabole degli anni Zero (Bompiani, 2017) è il nuovo lavoro editoriale di Matteo Marchesini.

L’Ufficio Progetto Giovani, aspettando #giovanipromesse17, martedì 28 marzo, alle 18:00, realizza l’incontro dell’autore con il pubblico di Padova presso la libreria laFeltrinelli di via San Francesco, 4.

«Chi ha familiarità con le raccolte poetiche di Marchesini, ne riconosce in questi passi non soltanto il lessico, ma  l’andatura, il ritmo, il respiro. È il suggello di una coerenza stilistica che scavalca le barriere tra i  generi per imporsi, con sicurezza, al centro della nostra scena letteraria attuale»Mariolina Bertini

Il libro

Tre racconti: Eröffnungsfeier, Rapida ascesa di B. LojaconoLa voce del coniglio.

L’apparente inaugurazione di una casa, tra vecchi amici e intellettuali velleitari, mette alla prova un amore al capolinea che si sbriciola davanti a una piccola tragedia stradale, protagonisti due anziani inquilini, una macchina e un cane. L’inspiegabile ascesa di Lojacono, stolido e verboso studente trasformato di colpo in autore di best-seller, rivela ai suoi compagni le ambiguità del loro cenacolo letterario e del loro mentore Astolfo Bordiga.  Il ritorno di Pietro dalla madre malata sfocia in un’ultima, fatale replica del consueto corpo a corpo astioso e ricattatorio. Sullo sfondo una Bologna sporca e scura, che non perdona alla giovinezza di svanire, e in primo piano i rapporti di coppia, le ambizioni culturali e le relazioni famigliari di chi è diventato adulto a cavallo tra i due secoli. Da una voce giovane ma già autorevole della narrativa e della critica italiana.

L’autore

Matteo Marchesini è nato a Castelfranco Emilia nel 1979. Tra il 1999 e il 2003 ha gestito una piccola libreria e dal 1998 al 2010 ha collaborato a un annuario di poesia curato insieme a G. Manacorda e P. Febbraro. Già autore di libri per ragazzi, tra le sue pubblicazioni si ricordano: un libro di racconti intitolato Le donne spariscono in silenzio (2005), il ritratto-guida Perdersi a Bologna (2006), le poesie di Marcia nuziale (2009), le satire di Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi (2010), i saggi letterari Soli e civili (2012) e Da Pascoli a Busi. Letterati e letteratura in Italia (2014). Del 2013 è il suo primo romanzo Atti mancanti, candidato al Premio Strega dello stesso anno, in cui emergono riflessioni sul romanzo come genere che può nascere solo da una scrittura non come mezzo di fuga dalla realtà ma che la affronta. Attualmente collabora, tra l’altro, con Radio Radicale, Il Foglio e Il Sole 24 Ore.

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Disney – La vera storia del fratello di Walt

Aspettando #giovanipromesse17, mercoledì 15 marzo, alle 18:30, l’Ufficio Progetto Giovani, in occasione di BeComics – il festival di fumetto, cultura pop e giochi che si svolgerà a Padova dal 17 al 19 marzo – ospiterà il racconto a fumetti “The moneyman. La vera storia del fratello di Walt Disney” pubblicato da Tunuè.

L’autore, Alessio de Santa, incontrerà il pubblico presso la libreria Zabarella per presentare la storia dell’uomo che, senza esporsi ari riflettori che illuminarono il fratello, fu motore essenziale della nascita e dell’affermazione di quell’impero economico, culturale e immaginario che si nasconde dietro la firma più famosa del mondo, la Disney.

The Moneyman

Il legame fortissimo tra Walt e il fratello Roy Oliver, compagno di avventure imprenditoriali, in una narrazione che è un excursus storico utile a ripercorrere le tappe dello studio Disney e la sua affermazione nella storia del cinema. Tutto passa attraverso gli occhi di Roy, incredibilmente schivo e volutamente distante dai riflettori, eppure uomo d’affari impeccabile, in grado di gestire un enorme parco dipendenti e tenere il filo dei rapporti con le maggiori personalità dell’epoca, da Howard Hughes alla Bank America, fino ad arrivare a Benito Mussolini.

Il rapporto tra i due fratelli – talvolta conflittuale, talaltra complice, sempre affiatatissimo – è la cruciale chiave del successo della multinazionale più famosa al mondo. Un trionfo letto come mediazione fra le caratteristiche dei due uomini: alla creatività talvolta sregolata di Walt, con un incredibile occhio per le opportunità e un’arroganza spesso ingombrante, si oppone la pacatezza di Roy, la sua arte oratoria e la capacità di relazionarsi con gli altri in maniera sempre convincente.

Alessio De Santa

Sceneggiatore, illustratore e fumettista. Ha cominciato a gestire riviste e pubblicare vignette dall’età di 17 anni, e ha coltivato la sua passione lavorando, tra gli altri, per De Agostini e all’accademia Disney. Ha pubblicato per Tunuè “La principessa che amava i film horror” (candidato per la miglior sceneggiatura al Treviso Comic Book Festival e miglior storia breve a Lucca comics 2014) e The Moneyman, la vera storia del fratello di Walt Disney (ottobre 2016).

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Valerio Callieri – Teorema dell’incompletezza

L’Ufficio Progetto Giovani dedica un nuovo appuntamento agli esordi narrativi italiani, aspettando #giovanipromesse17: mercoledì 22 febbraio alle 18:00, Valerio Callieri presenta il suo “Teorema dell’incompletezza” (Feltrinelli) alla Libreria Feltrinelli di via San Francesco, 7. Dialoga con l’autore Martina Daraio.

Il romanzo ha vinto ex aequo il Premio Calvino 2015, con la seguente motivazione: “Teorema dell’incompletezza con spirito fresco e ardimentoso, avvalendosi di una variegata tastiera linguistica, affronta in modo documentalmente inappuntabile uno scorcio di storia italiana, gli anni del conflitto sociale e del terrorismo, in stretto intreccio con la realtà desublimata e postpolitica di oggi, un presente nel quale il fantasma del passato si insinua con effetti perturbanti”.

Il libro

Due fratelli indagano sulla morte del padre, ex operaio Fiat ucciso nel suo bar di Centocelle durante una rapina. A raccontare è il più giovane, che scopre una misteriosa dedica in codice – “Non lasciarmi sola, Clelia1979” – sul retro di una cornice. Si apre così uno spiraglio sul passato insospettabile del padre. Dietro all’immagine del barista ironico e tifoso della Roma emerge uno sconosciuto segnato da segreti e contraddizioni che affondano negli anni della contestazione e della lotta armata. Tito, il primogenito, di quel passato è certo: ha raccolto con scrupolo le prove che dimostrano come il padre abbia sempre fatto la scelta più onorevole, dalla parte dello Stato. Il minore invece, tormentato dai dubbi, si trova a fare i conti con il fantasma del padre, che gli appare in forme e visioni sempre più allucinate per dire la sua storia e mostrare una strada verso la possibile verità sul suo omicidio.

I due fratelli – che da anni non si parlano, schierati su versanti ideologici opposti – sono costretti a collaborare, diffidano l’uno dell’altro, si rinfacciano colpe, si passano alcune informazioni ma ne omettono molte altre. Il maggiore, un poliziotto convinto protagonista dei fatti avvenuti alla Diaz e a Bolzaneto, è aiutato dall’accesso a documenti riservati dei servizi segreti attorno agli anni di piombo; il minore ha al suo fianco due amici scalcagnati e irresistibili. E poi c’è Elena, un’hacker che lo accompagna con intuito e rigore matematico nella ricerca dell’assassino, sciogliendo la sua cronica incapacità di decidere e spingendolo oltre l’indolenza e la paura. Per svolte inaspettate, supposizioni e disvelamenti, la domanda “chi ha ucciso il padre?” trascina il lettore in un groviglio di colpe e responsabilità dove, in un crescendo hitchcockiano, sembra impossibile giungere alla verità. E, più che mai, essere in grado di dimostrarla.
Valerio Callieri, al suo esordio, dà prova di uno stile personalissimo, ironico e denso, costruendo un romanzo carico di tensione, conflitti, colpi di scena, eppure vivo del desiderio di ridere e amare. Un’indagine che colpisce dritto al cuore dei nostri ieri e dei nostri domani.

L’autore

Valerio Callieri è nato a Roma nel 1980. Si è laureato all’università La Sapienza con una tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa. Ha frequentato la scuola Holden di Torino. Ha fatto il cameriere, lo story-editor, l’analista della stampa, l’autista e l’assistente alla regia sui set cinematografici. Ha scritto e diretto il documentario I nomi del padre. Vive a Ciampino, al margine del raccordo anulare e degli aerei in decollo. Feltrinelli ha pubblicato Teorema dell’incompletezza (2017; vincitore del Premio Italo Calvino).

 

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Emmanuela Carbé – L’unico viaggio che ho fatto

Aspettando #giovanipromesse17, giovedì 16 febbraio alle 18:30, l’Ufficio Progetto Giovani ospita Emmanuela Carbé per la prima nazionale del suo nuovo libro, il reportage narrativo “L’unico viaggio che ho fatto. Storia di Gardaland e di quello che è successo dopo“. Il libro è in uscita per Minimum Fax e sarà disponibile a partire dal 9 febbraio.

La presentazione si terrà presso la Libreria Zabarella di via Zabarella, 82; dialoga con l’autrice Francesco Maino.

Il libro

A Gardaland, il grande parco delle mille attrazioni, si va all’avventura, sulle navi dei magnifici corsari e sulle terrorizzanti montagne russe, nel villaggio western e fra le tombe dei faraoni. Si va per mantenere una promessa fatta a un “minuscolo fratello” che cresce troppo in fretta e si corre a perdifiato, senza fermarsi mai, su e giù per il parco, mentre l’ombra di un padre distante prende corpo. Un viaggio dentro la memoria e il presente, con l’Italia anni Ottanta di Bim Bum Bam e della Fiat Ritmo che fatica a riconoscersi negli abbonamenti comprati su internet e nei passaggi in BlaBlaCar.

Ne “L’unico viaggio che ho fatto”, Emmanuela Carbé racconta con acume e passione Gardaland, il nonluogo del divertimento che si ostina a restare un posto reale di persone vere e belle, racconta l’infanzia perduta tra nostalgia e sollievo e il nostro quotidiano che non s’incastra mai nei desideri e nei sogni, trovando infine un momento di felicità perfetta in un luogo che è, allo stesso tempo, la meta e l’inizio della fuga.

L’autrice

Emmanuela Carbé (Verona, 1983) ha scritto “Mio salmone domestico” (Laterza, 2013) e racconti per riviste e antologie, tra cui “Alta Marea” (“L’età della febbre”, Minimum Fax, 2015) e “Questioni della lingua” (“Ma il mondo, non era di tutti?”, Marcos y Marcos, 2016). Lavora per PAD – Pavia Archivi Digitali.

 

 

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