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Fulvio Fiori incontra gli studenti padovani

Venerdì 19 gennaio, l’Ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova ospita Fulvio Fiori per un incontro pomeridiano riservato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, presso la sede dell’Istituto Einaudi-Gramsci.

Alle 18:00, l’autore incontra il pubblico cittadino per una presentazione del suo ultimo libro, “Le parole che fanno bene. Scrittura positiva contro i pensieri negativi” (Tea), presso la libreria Feltrinelli di via San Francesco, 7.

L’incontro

Fulvio Fiori presenta il manuale “Le parole che fanno bene. Scrittura positiva contro i pensieri negativi”, fatto di esercizi di scrittura istintiva, di scrittura creativa e di visualizzazioni guidate. Dopo aver pubblicato nel 2015 “Curarsi con la scrittura”, Fiori continua a contribuire al miglioramento delle credenze di autoefficacia e allo sviluppo del pensiero positivo.

L’incontro si configura come un tentativo particolarmente utile per sostenere il percorso di crescita dei giovani impegnati nella definizione della propria identità, uno stimolo a coltivare i propri talenti e allenare competenze utili alla definizione del proprio percorso personale e professionale.

Proprio in quest’ottica, l’appuntamento rientra tra le attività offerte alle scuole, in particolare nell’ambito del progetto “Talenti da scoprire, talenti da coltivare“.

L’autore

Dopo aver lavorato per vent’anni nel campo della comunicazione come copywriter per alcuni dei marchi più prestigiosi al mondo, Fulvio Fiori ha deciso di mettere la propria esperienza al servizio degli altri e di trasformare le sue passioni in vere e proprie attività. Autore teatrale e scrittore di aforismi, ha pubblicato numerosi libri, tra i quali “Vivere mi piace da morire” (1993), “Lattuga” (2001) e “Il giorno che sono nato c’era sciopero delle cicogne” (2004).

Ha ricevuto vari premi, come il Premio Massimo Troisi 2003 per la Scrittura Comica e il Premio Teatro Totale 1999 per la Drammaturgia. Maestro Reiki, esperto di meditazione e insegnante di arti marziali, collabora con i più importanti centri olistici italiani e i suoi corsi di scrittura-terapia hanno riscosso un successo sempre maggiore. È l’ideatore di Healing Writing, un metodo di scrittura originale che utilizza la parola scritta per creare percorsi di autoconoscenza e crescita personale.

Per informazioni

Ufficio Progetto Giovani
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Tel: 049 8204742
Mail: progettogiovani@comune.padova.it

Telefono Amico Padova cerca volontari

Si è aperta anche quest’anno la campagna di ricerca nuovi volontari per Telefono Amico Padova, un servizio di aiuto telefonico, membro dell’Associazione Nazionale Telefono Amico Italia di IFOTES, la Federazione Internazionale che riunisce i centri di soccorso telefonico di molti paesi del mondo.

Il corso

Per poter essere un volontario di Telefono Amico Padova è necessario partecipare a un corso di formazione teorico-pratico della durata di circa 6 mesi con frequenza settimanale.

Il corso, gratuito, partirà a ottobre ed è focalizzato a accrescere e implementare le competenze comunicative e di ascolto degli aspiranti volontari. I partecipanti verranno sensibilizzati rispetto ai temi dell’ascolto e della comunicazione e aiutati a potenziare capacità e metodologie utili per la gestione di relazioni d’aiuto al Telefono Amico.

La metodologia usata per la conduzione del corso è quella attiva, basata sul diretto coinvolgimento dei partecipanti al processo di apprendimento, attraverso esercitazioni e simulazioni che consentono a ognuno di sperimentare sul campo tecniche, difficoltà e potenzialità e che si alternano a momenti di confronto, approfondimento ed elaborazione teorica.

La serata di presentazione del corso è prevista per lunedì 1 ottobre, alle 21:00, presso il CSV – Centro Servizio Volontariato di via Gradenigo 10, a Padova.

Il video spot

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Telefono Amico Padova
Tel.: 348 4936804
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Scuola Holden e Progetto Giovani

Inaugura, lunedì 5 giugno, una nuova collaborazione tra l’Ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova e la Scuola Holden di Torino con il suo progetto Holden Classics a scuola, nato per parlare dei grandi classici della letteratura, ma con leggerezza, con passione, facendone una questione d’amore e non di voti sul registro a fine quadrimestre.

Funziona così: da una parte c’è uno scrittore, uno che i libri li ama così tanto da farli diventare la sua professione. Dall’altra ci sono gli studenti, che magari i libri li guardano con una certa dose di sospetto. E in mezzo ci sono loro, i grandi mostri sacri della letteratura.

L’iniziativa, che si svilupperà nel corso del prossimo anno scolastico, è anticipata dall’incontro, lunedì 5 giugno, con Emiliano Poddi. Lo scrittore è ospite, dalle 11:30, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Pietro Scalcerle” per parlare di “Una questione privata” di Beppe Fenoglio. L’appuntamento è riservato agli studenti della scuola.

Lo stesso giorno, Poddi incontra il pubblico della città, alle 18:00, in libreria laFeltrinelli di via san Francesco per presentare il suo romanzo “Le vittorie imperfette” (Feltrinelli).

Le vittorie imperfette

Saša Belov e Kevin Joyce. Due ragazzi all’inseguimento di un sogno: vincere la medaglia d’oro del basket alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Uno si è allenato all’ombra della colossale statua della Grande Madre Russia a Stalingrado, l’altro sui campetti di cemento tra i grattacieli di New York. Due squadre. Due mondi contrapposti. Due culture. Quando arrivano allo scontro conclusivo, Usa-Urss non sarà solo una partita memorabile, sarà per sempre legata ai tre secondi più leggendari, contraddittori e ingarbugliati della storia dello sport.

Ma Monaco ’72 è anche la scena di una strage spaventosa: undici atleti israeliani cadono sotto l’attacco terroristico di Settembre Nero. Un lutto che dev’essere riassorbito in fretta, proprio per fare spazio alla sfida tra le due superpotenze.

Molti anni dopo, inchiodato davanti alla replica notturna di quei quaranta minuti, inghiottito dal rivoltarsi continuo dei vinti in vincitori e dei vincitori in vinti, il narratore viene sbalzato in un mondo che non esiste più, riportato alle estati della sua infanzia nel campetto di pallacanestro di Cisternino, quando sognava di salire un giorno sul podio olimpico. Insieme a lui, stiamo con Kevin Joyce e Saša Belov in una partita che incolla alla pagina fino a quei controversi tre secondi finali.

E seguiamo Kevin e Sašha anche negli anni a venire, li vediamo portarsi addosso il peso di essere diventati simboli, l’uno di una sconfitta impossibile da accettare, l’altro di una vittoria da scontare come una condanna. Schegge di un tempo “onnipresente e scaduto” che ha lasciato, insieme a un mucchio di macerie e di sogni spezzati, il segno di una eterna vittoria imperfetta, imperfetta come la vita, come la storia, come tutte le storie di chi ha molto desiderato.

Emiliano Poddi scrive, con impeccabile senso del ritmo e con una sorprendente adesione umana alle cose della vita, un romanzo che alterna epica e racconto intimista, spionaggio, tragedia e spigliata commedia d’amore. Un romanzo in cui il palleggio risuona “come il battito del cuore”.

Emiliano Poddi

Emiliano Poddi è nato a Brindisi nel 1975. Autore teatrale e radiofonico, ha scritto i romanzi Tre volte invano(selezione Premio Strega), Alborán e, per Feltrinelli, Le vittorie imperfette (2016). Insegna alla scuola Holden di Torino.

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Federica Manzon – La nostalgia degli altri

Lunedì 8 maggio alle 18:00, la libreria Feltrinelli di via San Francesco, 4 ospita l’incontro con Federica Manzon per la presentazione del suo nuovo libro, “La nostalgia degli altri“.  Dialoga con l’autrice Valentina Berengo.

L’appuntamento è realizzato in collaborazione con l’Ufficio Progetto Giovani, ultima anticipazione in vista di #giovanipromesse17, il festival dedicato alla giovane narrativa italiana e internazionale che si terrà a Padova l’ultima settimana di maggio.

Il libro

Lizzie è volubile, egoista e piena di fascino, una dittatrice nata, circondata da una fama temeraria fin dall’adolescenza. Adrian è timido, maldestro, incapace di fare una mossa audace, eppure animato da desideri pericolosi. I due si incontrano all’Acquario: una grande industria dell’intrattenimento, un luogo dove si trasformano sentimenti e sogni in mondi digitali. Non si frequentano, ma ogni notte si scrivono. Un guaio per due persone convinte che a raccontare bene una storia la si possa rendere reale. E quanto più i corpi si sottraggono e il contatto virtuale dilaga, tanto più cresce il loro innamoramento. Ma chi è davvero Adrian? Un amante dedito o un tiranno crudele? Una persona in carne e ossa o un fake da social network? E soprattutto, cosa sa Lizzie di lui? Perché non si spaventa quando inizia ad accorgersi che tutto ciò che Adrian ha raccontato di sé manca di coerenza?

Sullo sfondo, una Milano vivida nei suoi tic, le terrazze, gli arrampicatori, l’alcol e le droghe, le notti, e per contro una Trieste selvaggia e poetica da cui si può solo andare via. Milano è ambizione, Trieste è sentimento. Adrian e Lizzie diventano, pagina dopo pagina, personaggi da cui non vorremmo separarci mai. Immersi fino all’osso e malgrado se stessi nella storia del loro amore, nello struggimento per tutto quello che non potrà mai essere, nella nostalgia per un tempo magnifico che è da subito perduto e per sempre rimpianto.

Federica Manzon costruisce un racconto limpido e coinvolgente sull’identità e la necessità di nasconderla, sul nostro presente dove la verità sta sempre dietro uno schermo e l’autenticità appare una questione fuori moda, ma anche sulle nostre infanzie e i giochi dimenticati, sulle regole dell’attrazione. Un romanzo che sente con rarissima precisione la contemporaneità, ma che è prima di tutto una storia sulla fatica di capirsi quando ci si ama, o quando l’amore è solo una storia ben raccontata.

“Nessuno è più irrimediabilmente perduto di due bravi ragazzi che si sono rovinati a vicenda.”

L’autrice

Federica Manzon (Pordenone, 1981), laureata in Filosofia contemporanea, ha pubblicato i suoi racconti sulla rivista Nuovi Argomenti (di cui è redattrice) e sulla webzine italiana Carmilla on line prima di esordire nel 2008 nella raccolta corale “Tu sei lei” e con il romanzo “Come si dice addio”. Nel 2011 il suo secondo romanzo “Di fama e di sventura” ha vinto il Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice ed è entrato nella cinquina finalista del Premio Campiello. Nel 2015 ha curato il volume collettivo “I mari di Trieste”. Attualmente editor della Narrativa Straniera a Mondadori, collabora con il quotidiano Il Piccolo e l’organizzazione del festival letterario Pordenonelegge. Con Feltrinelli ha pubblicato “La nostalgia degli altri” (2017).

Valentina Berengo, ingegnere edile di formazione, con PhD in Ingegneria Geotecnica ed esperienza nel campo della progettazione geotecnica, da cinque anni si muove, a diverso titolo, nel settore dell’editoria. Ha ideato un progetto che racconta di ingegneria e letteratura “L’anima cólta dell’ingegnere”(alla terza edizione) e ha fondato insieme a Gioia Lovison “Personal Book Shopper – dimmi chi sei e ti dirò cosa leggere” (www.lepersonalbookshopper.it) un progetto culturale di consigli di lettura, che ha nella radio il suo mezzo di elezione (RadioBue.it, Radio Capital). È l’addetta stampa della casa editrice “L’Iguana”.

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Matteo Marchesini presenta “False coscienze”

False coscienze. Tre parabole degli anni Zero (Bompiani, 2017) è il nuovo lavoro editoriale di Matteo Marchesini.

L’Ufficio Progetto Giovani, aspettando #giovanipromesse17, martedì 28 marzo, alle 18:00, realizza l’incontro dell’autore con il pubblico di Padova presso la libreria laFeltrinelli di via San Francesco, 4.

«Chi ha familiarità con le raccolte poetiche di Marchesini, ne riconosce in questi passi non soltanto il lessico, ma  l’andatura, il ritmo, il respiro. È il suggello di una coerenza stilistica che scavalca le barriere tra i  generi per imporsi, con sicurezza, al centro della nostra scena letteraria attuale»Mariolina Bertini

Il libro

Tre racconti: Eröffnungsfeier, Rapida ascesa di B. LojaconoLa voce del coniglio.

L’apparente inaugurazione di una casa, tra vecchi amici e intellettuali velleitari, mette alla prova un amore al capolinea che si sbriciola davanti a una piccola tragedia stradale, protagonisti due anziani inquilini, una macchina e un cane. L’inspiegabile ascesa di Lojacono, stolido e verboso studente trasformato di colpo in autore di best-seller, rivela ai suoi compagni le ambiguità del loro cenacolo letterario e del loro mentore Astolfo Bordiga.  Il ritorno di Pietro dalla madre malata sfocia in un’ultima, fatale replica del consueto corpo a corpo astioso e ricattatorio. Sullo sfondo una Bologna sporca e scura, che non perdona alla giovinezza di svanire, e in primo piano i rapporti di coppia, le ambizioni culturali e le relazioni famigliari di chi è diventato adulto a cavallo tra i due secoli. Da una voce giovane ma già autorevole della narrativa e della critica italiana.

L’autore

Matteo Marchesini è nato a Castelfranco Emilia nel 1979. Tra il 1999 e il 2003 ha gestito una piccola libreria e dal 1998 al 2010 ha collaborato a un annuario di poesia curato insieme a G. Manacorda e P. Febbraro. Già autore di libri per ragazzi, tra le sue pubblicazioni si ricordano: un libro di racconti intitolato Le donne spariscono in silenzio (2005), il ritratto-guida Perdersi a Bologna (2006), le poesie di Marcia nuziale (2009), le satire di Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi (2010), i saggi letterari Soli e civili (2012) e Da Pascoli a Busi. Letterati e letteratura in Italia (2014). Del 2013 è il suo primo romanzo Atti mancanti, candidato al Premio Strega dello stesso anno, in cui emergono riflessioni sul romanzo come genere che può nascere solo da una scrittura non come mezzo di fuga dalla realtà ma che la affronta. Attualmente collabora, tra l’altro, con Radio Radicale, Il Foglio e Il Sole 24 Ore.

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Valerio Callieri – Teorema dell’incompletezza

L’Ufficio Progetto Giovani dedica un nuovo appuntamento agli esordi narrativi italiani, aspettando #giovanipromesse17: mercoledì 22 febbraio alle 18:00, Valerio Callieri presenta il suo “Teorema dell’incompletezza” (Feltrinelli) alla Libreria Feltrinelli di via San Francesco, 7. Dialoga con l’autore Martina Daraio.

Il romanzo ha vinto ex aequo il Premio Calvino 2015, con la seguente motivazione: “Teorema dell’incompletezza con spirito fresco e ardimentoso, avvalendosi di una variegata tastiera linguistica, affronta in modo documentalmente inappuntabile uno scorcio di storia italiana, gli anni del conflitto sociale e del terrorismo, in stretto intreccio con la realtà desublimata e postpolitica di oggi, un presente nel quale il fantasma del passato si insinua con effetti perturbanti”.

Il libro

Due fratelli indagano sulla morte del padre, ex operaio Fiat ucciso nel suo bar di Centocelle durante una rapina. A raccontare è il più giovane, che scopre una misteriosa dedica in codice – “Non lasciarmi sola, Clelia1979” – sul retro di una cornice. Si apre così uno spiraglio sul passato insospettabile del padre. Dietro all’immagine del barista ironico e tifoso della Roma emerge uno sconosciuto segnato da segreti e contraddizioni che affondano negli anni della contestazione e della lotta armata. Tito, il primogenito, di quel passato è certo: ha raccolto con scrupolo le prove che dimostrano come il padre abbia sempre fatto la scelta più onorevole, dalla parte dello Stato. Il minore invece, tormentato dai dubbi, si trova a fare i conti con il fantasma del padre, che gli appare in forme e visioni sempre più allucinate per dire la sua storia e mostrare una strada verso la possibile verità sul suo omicidio.

I due fratelli – che da anni non si parlano, schierati su versanti ideologici opposti – sono costretti a collaborare, diffidano l’uno dell’altro, si rinfacciano colpe, si passano alcune informazioni ma ne omettono molte altre. Il maggiore, un poliziotto convinto protagonista dei fatti avvenuti alla Diaz e a Bolzaneto, è aiutato dall’accesso a documenti riservati dei servizi segreti attorno agli anni di piombo; il minore ha al suo fianco due amici scalcagnati e irresistibili. E poi c’è Elena, un’hacker che lo accompagna con intuito e rigore matematico nella ricerca dell’assassino, sciogliendo la sua cronica incapacità di decidere e spingendolo oltre l’indolenza e la paura. Per svolte inaspettate, supposizioni e disvelamenti, la domanda “chi ha ucciso il padre?” trascina il lettore in un groviglio di colpe e responsabilità dove, in un crescendo hitchcockiano, sembra impossibile giungere alla verità. E, più che mai, essere in grado di dimostrarla.
Valerio Callieri, al suo esordio, dà prova di uno stile personalissimo, ironico e denso, costruendo un romanzo carico di tensione, conflitti, colpi di scena, eppure vivo del desiderio di ridere e amare. Un’indagine che colpisce dritto al cuore dei nostri ieri e dei nostri domani.

L’autore

Valerio Callieri è nato a Roma nel 1980. Si è laureato all’università La Sapienza con una tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa. Ha frequentato la scuola Holden di Torino. Ha fatto il cameriere, lo story-editor, l’analista della stampa, l’autista e l’assistente alla regia sui set cinematografici. Ha scritto e diretto il documentario I nomi del padre. Vive a Ciampino, al margine del raccordo anulare e degli aerei in decollo. Feltrinelli ha pubblicato Teorema dell’incompletezza (2017; vincitore del Premio Italo Calvino).

 

Per informazioni

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Ciao mamma, vado in Africa

Giovedì 9 febbraio alle 18:30, Medici con l’Africa Cuamm presenta l’anteprima della serie TvCiao mamma, vado in Africa” al Multisala Mpx di via Bomporti, 22. La serie racconta le esperienze di alcuni giovani partiti insieme a Medici con l’Africa Cuamm e andrà in onda su Tv2000 dal 14 al 18 febbraio alle ore 19:30.

Il progetto è realizzato con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e in collaborazione con Tv2000. L’evento di anteprima è realizzato in collaborazione con la Chiesa di Padova e il Sinodo dei giovani.

Il progetto

Cosa spinge un giovane di 30 anni a dedicare parte della propria vita all’Africa? A lasciare le comodità e gli agi per trovarsi nell’ultimo miglio africano? A sperimentarsi e mettersi in gioco con problemi e situazioni talvolta davvero difficili e complicate? Le cinque puntate della serie raccontano le loro motivazioni, ci mostrano spaccati della loro vita, il loro impegno quotidiano, ma non sono eroi, sono semplicemente dei giovani che decidono di “fare del bene, in maniera difficile”.

Durante la serata del 9 febbraio intervengono:

  • Paolo Ruffini, direttore di Tv2000;
  • Nicola Berti, regista;
  • Marco Lodoli, sceneggiatore;
  • Antonio Finotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo;
  • mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova;
  • don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm.

Federico Taddia, giornalista di Radio24 e La stampa, dialogherà con alcuni giovani rientrati dall’Africa.

L’evento è a ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. È necessaria la prenotazione tramite modulo online, oppure chiamando lo 049 8751279 (Chiara Menegazzo).

Per informazioni

Medici con l’Africa Cuamm
Via S. Francesco, 126 – 35121 Padova
Tel.: 049 8751279
Fax: 049 8754738
E-mail: cuamm@cuamm.org

“Luci” alla libreria Limerick

Martedì 7 febbraio, dalle 19:30, Gruppo Polis presenta il progetto “Luci” alla libreria Limerick di via Tiziano Aspetti 13. Il libro è una raccolta di storie e immagini che racconta le vite di alcune delle persone che frequentano i servizi di Gruppo Polis, realtà del sociale attiva da oltre 30 anni a Padova.

Il progetto

Per realizzare “Luci” sono stati coinvolti gli operatori, i beneficiari, i volontari, i famigliari delle persone che frequentano i vari servizi e le strutture della realtà. Le storie sono state raccolte e scritte da Francesca Boccaletto, giornalista e scrittrice padovana, e le loro immagini sono state immortalate da Lorenzo Scaldaferro, fotografo professionista.

Ognuna delle storie raccolte in questo libro rappresenta una luce, una scintilla che ha illuminato le vite dei protagonisti: c’è l’amore di Giuseppina per il figlio Andrea in mezzo a mille ostacoli, c’è il riscatto di una grande donna dopo una vita di violenze, ci sono i ricordi di Alberto, il primo utente di Gruppo Polis, c’è la complicità di due donne che lavorano fianco a fianco con i senza dimora, c’è il magico momento in cui Giancarlo e Ian Paice dei Deep Purple si sono incontrati sullo stesso palco, ci sono i progetti che hanno fatto capire quanto i servizi offerti alla comunità possono essere importanti per le persone.

La prefazione di “Luci” è stata affidata a chi ha fatto della propria arte di paroliere un mestiere e ha conosciuto da vicino il tema della disabilità: Eugenio Finardi ha condiviso la storia di sua figlia Elettra, nata con la sindrome di Down e ha riservato bellissime parole per chi l’ha aiutata a trovare la propria strada.

Per informazioni

Gruppo Polis
Via Due Palazzi, 16 – Padova
Tel. 049 8900506
Fax 049 8909386
E-mail: info@gruppopolis.it

Dialogo su “Il male oscuro” di Giuseppe Berto

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Mercoledì 14 dicembre 2016, alle 18:00, presso la Scuola della Carità di via S. Francesco a Padova, l’ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova realizza un incontro pubblico in occasione della riedizione del capolavoro della letteratura italiana del Novecento “Il male oscuro” di Giuseppe Berto per i tipi Neri Pozza Editore.

Nel corso della serata intervengono:

  • Marco Balzano, saggista, scrittore e insegnante, vincitore della LIII edizione del Premio Campiello;
  • Enza del Tedesco, docente di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Trieste;
  • Giuseppe Russo, direttore editoriale della casa editrice Neri Pozza.

L’ingresso è gratuito ma è preferita la prenotazione online attraverso il modulo dedicato.

Registrazione – Dialogo su “Il male oscuro”

Il male oscuro di Giuseppe Berto

Apparso per la prima volta nel 1964, “Il male oscuro” di Giuseppe Berto è un grande classico della letteratura italiana: per festeggiare i 70 anni dalla fondazione, la casa editrice Neri Pozza lo ripubblica con una postfazione di Carlo Emilio Gadda e uno scritto di Emanuele Trevi.

Progetto Giovani lo ricorda con una discussione pubblica sull’opera più celebre di uno dei più grandi e spesso oscuri scrittori italiani del secondo Novecento.

Scopri di più

Gli ospiti

Marco Balzano

È nato nel 1978 a Milano, dove vive. Ha pubblicato saggi e raccolte di poesie e, con Sellerio, i romanzi Pronti a tutte le partenze (2013, Premio Flaiano), L’ultimo arrivato (2014), con cui ha vinto il Premio Volponi e la LIII edizione del Premio Campiello e Il figlio del figlio (2016), pubblicato da Avagliano nel 2010, finalista Premio Dessì 2010, menzione speciale della giuria Premio Brancati-Zafferana 2011, Premio Corrado Alvaro Opera prima 2012.

Enza Del Tedesco

Nata a Pordenone nel 1970, insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Trieste. Si è laureata e ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Padova. È autrice di saggi sulla narrativa di alcuni autori del Novecento, tra i quali Berto, Parise, Pratolini, Pasolini, Piovene, e del volume Il romanzo della nazione. Da Pirandello a Nievo: cinquant’anni di disincanto (Marsilio 2012). Dal 2010 è membro della giuria del Premio letterario Giuseppe Berto. È curatrice dell’«Archivio degli scrittori veneti del Novecento» e membro della redazione di «Studi Novecenteschi».

Giuseppe Russo

È da 16 anni il direttore editoriale di Neri Pozza. Il suo contributo alla rifondazione di una società letteraria in Italia non si limita alla progettazione di programmi editoriali coerenti ma coinvolge gli istituti e le case della letteratura, le riviste letterarie, le edizioni di nuova critica, sempre per ridestare e riportare al centro dell’attenzione la narrativa letteraria italiana.

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“Randagi” al Caffè Pedrocchi

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Lunedì 24 ottobre, dalle 18:30, la Sala Egizia del Caffè Pedrocchi ospiterà un nuovo appuntamento con la letteratura realizzato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Padova.

Alessandro Mari e Francesca Zoni presentano “Randagi. Da Zero”  (Rizzoli, 2016), romanzo a fumetti nel quale i due autori danno vita a una realtà distopica dove i ragazzi, venuti meno gli adulti, si muovono in un’Italia senza più regole e maestri, e sono dunque chiamati a sopravvivere sperimentando vecchie e nuove forme di stare insieme, e di stare nel mondo.

L’appuntamento sarà l’occasione per i giovani creativi di incontrare gli autori della graphic novel e conoscere da vicino il lavoro dello sceneggiatore, quello della disegnatrice e il percorso di collaborazione che ha portato al libro.

La partecipazione all’incontro è libera e gratuita.

«Francesca Zoni disegna anatomie perfette con pochi tratti, e le poche incertezze sono coperte con sapienza, da neri, tratteggi e da una bicromia non opprimente. Alle prese con un cast larghissimo e ambientazioni urbane non facili, Zoni sembra migliorare macinando tavole su tavole. La storia, nel complesso, è incalzante, con toni e ritmi da ottimo young adult: se i passaggi dalla scrittura del romanzo a quella per il fumetto spesso portano a risultati lenti e verbosi, l’accoppiata Mari-Zoni trasmette mordente, verso un finale in crescendo e catastrofico in una Napoli dove cani e ragazzini vagano come randagi», Marco Rizzo per Minima&Moralia.

Gli autori

Alessandro Mari

Narratore, traduttore e consulente editoriale, è nato nel 1980 a Busto Arsizio. Si è laureato con una tesi su Thomas Pynchon. Ha cominciato giovanissimo a lavorare per l’editoria, come lettore, traduttore e ghostwriter. Con “Troppo umana speranza” (Feltrinelli, 2011; premio Viareggio-Rèpaci 2011; Universale Economica, 2013), la sua prima opera narrativa, si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica. Con Feltrinelli ha pubblicato anche “Gli alberi hanno il tuo nome” (2013) e, nella collana digitale Zoom, il romanzo a puntate “Banduna”. Ha pubblicato con Bompiani il romanzo “L’anonima fine di Radice Quadrata”(2015). Le sue opere sono tradotte in Europa e in Sudamerica. Questa è la sua prima incursione nel mondo dei romanzi a fumetti.

Francesca Zoni

Diplomata in Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, è stata membro del collettivo La Trama e ha partecipato a diverse antologie. Ha collaborato a riviste cartacee e digitali tra cui “Lo Straniero” e “Graphic News”. Randagi – Da Zero è il suo primo romanzo a fumetti.

Randagi. Da Zero

Tito e Nina non si assomigliano per niente, sono diversi e lontani, ma la vita sta per creare tra loro un legame: la sopravvivenza. Tito è recluso nel carcere minorile di Nisida, Nina è a bordo di una nave da crociera alla deriva nel Mediterraneo. Improvvisamente, però, Tito scopre di poter fuggire dalla sua cella di isolamento perché le guardie non ci sono più, mentre Nina è costretta a guardare i cadaveri dei suoi genitori gettati in mare. Da settimane infatti un’epidemia senza nome falcidia gli adulti del mondo, e ormai neppure una prigione isolata o una lussuosa nave da crociera sono posti sicuri. Così Nina deve imparare ad accettare lo smarrimento e il dolore, e battersi per tornare sana e salva sulla terraferma. Tito, senza più ostacoli, può invece evadere e scoprire cosa resiste là fuori, tra i vicoli di una Napoli devastata. Esiste ancora qualcuno di cui fidarsi, qualcuno da tradire o da cui farsi tradire? È ancora possibile vivere insieme aiutandosi, o la nuova regola è la sottomissione? Nel mondo svuotato dagli adulti e precipitato nel caos di Randagi, tutto è in mano a Tito e Nina, e ai ragazzi come loro: i superstiti. Che dovranno guadagnarsi il diritto di vivere. Ricominciando da zero.

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