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“Da giovani promesse…” – Martedì

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Andrea Caterini è ospite di “Da giovani promesse…” per la seconda giornata del festival con il romanzo “Giordano” (Fazi editore).

Martedì 26 maggio, alle 18:30, lo scrittore dialoga con Alessandro Mari presso la Casa della Rampa dei Carraresi (via Arco Valaresso, 32) grazie alla collaborazione dell’associazione Amici dell’Orchestra di Padova e del Veneto. La presentazione è accompagnata dal violoncello di Veronica Nava Puerto, studentessa del conservatorio statale di musica “Pollini”.

Alle 18:30

Andrea Caterini

presenta “Giordano”

con Alessandro Mari

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In un romanzo denso e coraggioso, che trasforma in simbolo i non luoghi delle nostre città, Andrea Caterini percorre un “viaggio al termine della notte” insieme a un uomo che, nonostante e sconfitte, lotta per trovare la forza di andare oltre la rassegnazione e il senso di colpa e guardare il mondo con occhi nuovi.

Giordano non si trova in un punto dello spazio come il resto dell’umanità ma in un garage, che se per il mondo non è che un luogo di transito, un pezzo morto nel tessuto della metropoli, per lui è tutto quello che c’è, perché quella di Giordano è una notte a cui non seguirà il giorno, ma un’altra notte, un’altra e un’altra ancora…

All’estrema periferia di una grande città, nell’aria umida di un garage sotto il livello della strada, Giordano lavora come guardiano notturno per pochi euro al mese.

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Marco Balzano – L’ultimo arrivato

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Venerdì 22 maggio, alle 18:00, la libreria La Feltrinelli di via San Francesco a Padova ospita lo scrittore Marco Balzano che discuterà il suo ultimo romanzo “L’ultimo arrivato” (Sellerio, 2014) con Emanuele Zinato, docente di Letteratura all’Università di Padova.

La presentazione è promossa e organizzata dall’Ufficio Progetto Giovani dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Padova nell’ambito delle attività di promozione della narrativa e della letteratura in città con l’obiettivo di costruire un dibattito culturale e una partecipazione di cittadinanza attiva da parte dei giovani.

L’ultimo arrivato

Negli anni Cinquanta a spostarsi dal Meridione al Nord in cerca di lavoro non erano solo uomini e donne pronti all’esperienza e alla vita, ma anche bambini a volte più piccoli di dieci anni che mai si erano allontanati da casa. Il fenomeno dell’emigrazione infantile coinvolge migliaia di ragazzini che dicevano addio ai genitori, ai fratelli, e si trasferivano spesso per sempre nelle lontane metropoli. Questo romanzo è la storia di uno di loro, di un piccolo emigrante, Ninetto detto pelleossa, che abbandona la Sicilia e si reca a Milano. Come racconta lui stesso, «non è che un picciriddu piglia e parte in quattro e quattr’otto. Prima mi hanno fatto venire a schifo tutte cose, ho collezionato litigate, digiuni, giornate di nervi impizzati, e solo dopo me ne sono andato via. Era la fine del ’59, avevo nove anni e uno a quell’età preferirebbe sempre il suo paese, anche se è un cesso di paese e niente affatto quello dei balocchi». Ninetto parte e fugge, lascia dietro di sé una madre ridotta al silenzio e un padre che preferisce saperlo lontano ma con almeno un cenno di futuro. Quando arriva a destinazione, davanti agli occhi di un bambino che non capisce più se è «picciriddu» o adulto si spalanca il nuovo mondo, la scoperta della vita e di sé. Ad aiutarlo c’è poco o nulla, forse solo la memoria di lezioni scolastiche di qualche anno di Elementari. Ninetto si getta in quella città sconosciuta con foga, cammina senza fermarsi, cerca, chiede, ottiene un lavoro. E tutto gli accade come per la prima volta, il viaggio in treno o la corsa sul tram, l’avventurarsi per quartieri e periferie, scoprire la bellezza delle donne, incontrare nuovi amici, esporsi all’inganno di chi si credeva un compagno di strada, scivolare fatalmente in un gesto violento dalle conseguenze amare. In quel teatro sorprendente e crudele, col cuore stretto dalla timidezza, dal timore, dall’emozione dell’ignoto, trova la voce per raccontare una storia al tempo stesso classica e nuova. E questa voce, con la sua immaginazione e la sua personalità, la sua cadenza sbilenca e fantasiosa, diventa quella di un personaggio letterario capace di svelare una realtà caduta nell’oblio, e di renderla di nuovo vera e vitale.

Marco Balzano

È nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come insegnante di liceo. Ha esordito nel 2007 con la raccolta di poesie Particolari in controsenso (Lieto Colle, Premio Gozzano). Nel 2008 è uscito il saggio I confini del sole. Leopardi e il Nuovo Mondo (Marsilio, Premio Centro Nazionale di Studi Leopardiani). Il suo primo romanzo è Il figlio del figlio (Avagliano 2010, finalista Premio Dessì 2010, menzione speciale della giuria Premio Brancati-Zafferana 2011, Premio Corrado Alvaro Opera prima 2012). Con Sellerio ha pubblicato Pronti a tutte le partenze (2013) e L’ultimo arrivato (2014). Con la stessa casa editrice, è autore di un racconto nell’antologia Milano (2015). È stato ospite di Progetto Giovani durante l’edizione 2013 di “Da giovani promesse…”, durante “La fiera delle parole 2014″ e per un incontro rivolto agli studenti delle scuole superiori di Padova.

Emanuele Zinato

Insegna Letteratura italiana contemporanea e Letterature comparate all’Università di Padova. Ha curato per Einaudi Romanzi e prose di Paolo Volponi (3 voll. NUE, 2002-2003). Ha pubblicato i volumi Volponi (Palumbo, 2002), Il vero in maschera. Dialogismi galileiani (Liguori, 2003), La scienza dissimulata nel Seicento (Liguori, 2005), Volponi personaggio di romanzo (con G. C. Ferretti, Manni, 2009), Le idee e le forme. La critica letteraria italiana dal 1900 a oggi (Carocci, 2010), Modernità italiana (con A. Afribo, Carocci, 2011), Automobili di carta. Spazi e oggetti automobilistici nelle immagini letterarie (Padova University Press, 2012). Il suo ultimo saggio in volume è Letteratura come storiografia? Mappe e figure della mutazione italiana (Quodlibet, 2015).

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Mattia Signorini presenta “Le fragili attese”

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Mattia Signorini è tornato in libreria con il nuovo romanzo “Le fragili attese” (Marsilio, 2015).

L’Ufficio Progetto Giovani, con la libreria la Feltrinelli di via San Francesco, incontra l’autore rodigino alle 18:00 di lunedì 27 aprile. Con Mattia Signorini intervengono Giulia Belloni e Saveria Chemotti.

Le fragili attese

Questa è la storia della Pensione Palomar, una vecchio stabile a due piani nel quartiere periferico di una grande città.

Osservandola dalla strada, incastrata tra due palazzi, sembra appartenere a un tempo che non è più. È la storia di Italo, il proprietario, che a quasi ottant’anni ha deciso di chiudere per sempre. Osserva passare gli ultimi giorni seduto dietro al bancone, mentre rilegge vecchie lettere d’amore scritte da una ragazza negli anni Cinquanta.

È anche la storia dei suoi ultimi ospiti. Guido, un professore d’inglese che deve insegnare a parlare a una bambina muta; Lucio Ormea, un uomo alla ricerca del padre che non vede da quando era piccolo; il generale in pensione Adolfo Trento, convinto che la soluzione di ogni pace stia nella guerra; Ingrid, un’arpista con il polso spezzato che lavora come cassiera al supermercato e di notte si accompagna a uomini conosciuti per caso; e infine la domestica Emma, che ha fatto della Pensione Palomar la sua casa da ormai troppo tempo.

Sono tutte persone ferme ai margini di un mondo che corre troppo veloce, in attesa che arrivi qualcosa, forse un treno che li porti via, verso una direzione qualsiasi, prima che sia troppo tardi.

Mattia Signorini è nato nel 1980 a Rovigo. Ha pubblicato Lontano da ogni cosa (2007), La sinfonia del tempo breve (2009; Premio Tropea 2010), Ora (2013; finalista Premio Stresa). Le fragili attese (2015) è il suo ultimo romanzo. Ha fondato la scuola di scrittura creativa e narrazione Palomar ed è Direttore artistico del Festival Rovigoracconta.

Giulia Belloni è scrittrice, editor, ufficio stampa. Si diploma al master della Scuola Holden in tecniche della narrazione. Dirige e lancia come ufficio stampa importanti collane per gli editori Meridianozero, Sartorio e Alet. È giurata tecnica per i premi Hemingway e Campiello Giovani. È consulente di scrittori, agenti letterari, editori.

Saveria Chemotti insegna Letteratura italiana di genere e delle donne presso l’Università di Padova. Dal 2003 coordina il Forum per le politiche e gli studi di genere dell’Ateneo. Dirige la collana di studi di genere per la casa editrice Il Poligrafo e la collana di narrativa per Cleup. Ha pubblicato saggi sulla narrativa e la poesia del Novecento italiano e su storia e cultura delle donne.

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la Feltrinelli Librerie
via S. Francesco, 7 – 35121 Padova
Telefono: 199.151.173

Giornata della poesia con Progetto Giovani

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Venerdì 20 marzo 2015, dalle 16:30, il Cento Universitario di via Zabarella sarà animato da versi recitati e commentati in occasione della Giornata Mondiale della Poesia.

Il 21 marzo di ogni anno, infatti, si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’Unesco al fine di riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

L’iniziativa padovana, organizzata e promossa dall’Ufficio Progetto Giovani dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, si rivolge ai lettori e agli studenti delle scuole superiori grazie all’intervento di due scrittori e studiosi: Matteo Marchesini e Francesco Targhetta che leggeranno brani editi e inediti.

I versi dei due giovani poeti saranno accompagnati da letture dell’attore Isacco Tognon e degli studenti del Gruppo di teatro moderno del Liceo Tito Livio di Padova.

Matteo Marchesini

È nato nel 1979 a Castelfranco Emilia e vive a Bologna. Poeta, narratore e saggista. Sue poesie sono state pubblicate nell’antologia Dieci poeti italiani (Pendragon, 2002), curata da Maurizio Clementi. Nel gennaio 2004 è uscita su “Caffè Michelangelo” la serie di ritratti in versi dei poeti italiani Il critico inverso. Nel marzo 2004 ha pubblicato il suo primo libro di poesie, Asilo (Edizioni degli Amici, Arezzo), segue la raccolta di versi Marcia nuziale (Scheiwiller 2009), le satire di Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi (Pendragon 2010), i ritratti letterari di Soli e civili (Edizioni dell’Asino 2012), e il romanzo Atti mancati (Voland 2013), entrato nella dozzina del premio Strega. Con Quodlibet (2014) ha pubblicato la raccolta di saggi Da Pascoli a Busi. Letterati e letteratura in Italia, spaccato della letteratura italiana tra la fine dell’Ottocento e il Duemila. Collabora con le pagine bolognesi del “Corriere della Sera”, con Radio Radicale, “Il Foglio” e il “Sole-24 ore”.

Francesco Targhetta

(Treviso, 1980) Ha insegnato per quattro anni a scuola, ha fatto un dottorato in italianistica a Padova (lavorando su Corrado Govoni, di cui ha curato la riedizione de Gli Aborti per San Marco dei Giustiniani e dei Fuochi d’artifizio per Quodlibet), ha vinto un assegno di ricerca (sulla poesia simbolista di fine ’800), ha scritto un libro di poesie (Fiaschi, Milano, ExCogita, 2009) e un romanzo in versi (Perciò veniamo bene nelle fotografie, Milano, ISBN, 2012). Ora è andato in loop e ha ricominciato a insegnare.

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Matteo Sartori presenta “La roccia viva”

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Giovedì 19 marzo 2015, alle 18:00, presso la libreria LaFeltrinelli di via San Francesco, Matteo Sartori è ospite di Progetto Giovani con il suo ultimo romanzo, “La roccia viva” (ISBN Edizioni, 2014). Con l’autore dialoga Antonio Lauriola.

Dopo l’apprezzato “Regole di famiglia”, Matteo Sartori è tornato in libreria con un romanzo fatto di relazioni tra gli uomini – giovani dell’alta borghesia del ricco Nord – e tra essi e l’ecosistema che abitano – Milano, Torino e la Brianza in primis.

Attraverso la sua prosa elegante e la sua capacità di scavare a fondo nell’animo umano, Matteo Sartori esplora quell’area grigia e ricca di sfumature che sta al confine tra giustizia e ingiustizia, tra bene e male, e traccia con sguardo complice ma impietoso il complesso ritratto di una classe sociale.

La roccia viva

Un giorno di settembre, a pochi metri dalla vetta del Cervino, mentre le nuvole nere si avvicinano e il vento comincia a sferzare, le strade di due uomini e una donna si incrociano.

A partire dal mattino successivo, qualcosa cambierà definitivamente per ognuno di loro.

La roccia viva è il racconto delle tre vite che precedono quel momento, del loro ostinato sfiorarsi e rincorrersi, fino a deviare le traiettorie le une delle altre.

Michele Tenzoni è il figlio maggiore del presidente della StarGas, fiorente impero di combustibili della Brianza, che dirige senza entusiasmo coltivando nel tempo libero la passione per l’alpinismo. Quando la StarGas si fa teatro di un incendio in cui perdono la vita alcuni operai, a difendere le famiglie delle vittime nel processo contro l’azienda è l’avvocato Chiara Novo, trentacinquenne di successo che ha lavorato duramente per inseguire le proprie ambizioni. Durante i lunghi mesi in cui Chiara è impegnata nel caso, incontra Rudi Valenti – artista inquieto dell’alta borghesia milanese – e nonostante da più fronti le giungano avvertimenti di cautela, se ne lascia travolgere. Complementari eppure inconciliabili, Rudi e Chiara vivranno un’intensa storia d’amore fatta di alti picchi e discese vertiginose.

Matteo Sartori è nato nel 1972. Ha pubblicato i romanzi Il magro Rio e la minoranza silenziosa (Frassinelli, 1997) e Regole di famiglia (Isbn Edizioni, 2010). Vive a Milano.

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Alessandro Mari presenta “L’anonima fine di Radice Quadrata”

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Mercoledì 11 marzo, alle 18:00, Alessandro Mari è ospite di Progetto Giovani con il suo ultimo romanzo, “L’anonima fine di radice quadrata” (Bompiani, 2015).

In Libreria LaFeltrinelli di via San Francesco, con l’autore dialoga Sara Vergot.

L’anonima fine di Radice Quadrata

“Sei una radice quadrata senza il numero dentro”
Sofia, sedici anni, studentessa svagata e blogger pungente, si sente rivolgere questo insulto ma non lo capisce. Abituata ad avere l’ultima parola, decide che Radice Quadrata sarà il soprannome del compagno che l’ha insultata. Lui è quello che non ride, quello che vive in un mondo di silenzi e taccuini chiusi con l’elastico. Prima solo curiosa, poi travolta da una vera ossessione, Sofia comincia a pedinare Radice Quadrata dopo la scuola, in mezzo a casermoni grigi, sotto la pioggia che batte impietosa la città. E tra corse in bici e appostamenti finisce per imparare più cose di sé che del ragazzo senza nome. Intanto un professore entusiasta chiede alla classe di scrivere dei racconti edificanti alla maniera di Cuore, storie di nuovi e giovani eroi. Intanto ci sono feste e piccoli amori che subito si sciolgono in disamori. Intanto non smette di piovere, e l’acqua gonfia ogni cosa. Ci vorrà una tragedia che coinvolge l’intera scuola perché Sofia riesca a scalfire il mistero di Radice Quadrata, vedendosi rovinare addosso il segreto doloroso e vivo di un ragazzo che ha paura di tante cose, ma non di quello che prova.

Alessandro Mari è nato nel 1980 a Busto Arsizio. Si è laureato con una tesi su Thomas Pynchon. Ha cominciato giovanissimo a lavorare per l’editoria, come lettore, traduttore e ghostwriter. Con Troppo umana speranza (Feltrinelli, 2011; premio Viareggio-Rèpaci 2011; Universale Economica, 2013), la sua prima opera narrativa, si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica. Con Feltrinelli ha pubblicato anche Gli alberi hanno il tuo nome (2013) e, nella collana digitale Zoom, il romanzo a puntate Banduna. Ha pubblicato con Bompiani il suo ultimo romanzo, L’anonima fine di Radice Quadrata.

Sara Vergot ha 31 anni, è laureata in lettere antiche e attualmente insegna lettere a scuola. Laureanda in filologia moderna, si sta occupando dei problemi della traduzione dei classici nel ‘500 italiano.

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Marco Missiroli presenta “Atti osceni in luogo privato”

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Martedì 10 marzo 2015, Marco Missiroli torna a Progetto Giovani per parlare del suo ultimo romanzo, Atti osceni in luogo privato edito da Feltrinelli.

Alle 18:00, in libreria LaFeltrinelli di via San FrancescoMarco Missiroli dialoga con Alessandro Mari.

Atti osceni in luogo privato

Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell’immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell’infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò – così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine – è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell’amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio.

Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all’osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle “trentun tacche” delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna.

Libero Marsell, le Grand Liberò, LiberoSpirito, è un personaggio “totale” che cresce con noi, pagina dopo pagina, leggero come la giovinezza nei film di Truffaut, sensibile come sono sensibili i poeti, guidato dai suoi maestri di vita a scoprire l’oscenità che lo libera dalla dipendenza di ogni frase fatta, di ogni atto dovuto, in nome dello stupore di esistere.

Marco Missiroli è nato a Rimini nel 1981. Con il suo romanzo d’esordio, Senza coda (Fanucci, 2005), ha vinto nel 2006 il premio Campiello Opera prima. Per Guanda ha pubblicato Il buio addosso (2007), Bianco (2009; premio Comisso e premio Tondelli) e Il senso dell’elefante (2012; premio Selezione Campiello 2012, premio Vigevano e premio Bergamo). Per Feltrineli, Atti osceni in luogo privato (2015). È tradotto in Europa e negli Stati Uniti. Scrive per il “Corriere della Sera”.

È stato ospite di Progetto Giovani durante la prima edizione di “Da giovani promesse…”

Alessandro Mari è nato nel 1980 a Busto Arsizio. Si è laureato con una tesi su Thomas Pynchon. Ha cominciato giovanissimo a lavorare per l’editoria, come lettore, traduttore e ghostwriter. Con Troppo umana speranza (Feltrinelli, 2011; premio Viareggio-Rèpaci 2011; Universale Economica, 2013), la sua prima opera narrativa, si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica. Con Feltrinelli ha pubblicato anche Gli alberi hanno il tuo nome (2013) e, nella collana digitale Zoom, il romanzo a puntate Banduna. Ha pubblicato con Bompiani il suo ultimo romanzo, L’anonima fine di Radice Quadrata.

È stato ospite di Progetto Giovani durante la terza edizione di “Da giovani promesse…”

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Marco Peano presenta “L’invenzione della madre”

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Venerdì 27 febbraio, alle 18:oo, in libereria LaFeltrinelli di via San Francesco, Marco Peano presenta il romanzo “L’invenzione della madre” (Minimum Fax, 2015) in dialogo con la scrittrice e studiosa Emmanuela Carbé.

L’appuntamento, organizzato e promosso dall’Ufficio Progetto Giovani dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Padova, risponde al desiderio di promozione della narrativa come strumento di cittadinanza dei giovani attraverso la generazione di forme di auto-rappresentazione che producano esperienze significative.

L’invenzione della madre

Una storia d’amore. Il più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia – sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti – dà il via a un’avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente.

In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo everyman, grazie al coraggio della grande letteratura, Marco Peano ridà senso all’aspetto più inaccettabile dell’esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo.

L’invenzione della madre, romanzo d’esordio di Marco Peano, è la storia di un assedio. […] Concentrandosi ostinatamente  (fino all’autoipnosi) sulla inconcepibilità della scomparsa, la scrittura crea un nesso, in teoria paradossale ma in realtà del tutto logico, tra il trauma e l’incanto. […] quando il dolore prende il sopravvento, lo stato di sospensione che subentra ha qualcosa di simile allo stupore. Il lutto, a quel punto, non si limita a essere un periodo da elaborare, offrendosi semmai come un punto di vista sul mondo; come qualcosa, cioè, che trascendendo la contingenza si fa perdurante escatologia.Giorgio Vasta

Marco Peano

È nato a Torino nel 1979. Si occupa di narrativa italiana per la casa editrice Einaudi. L’invenzione della madre è il suo primo romanzo.

Emmanuela Carbè

È nata a Verona nel 1983. Ha conseguito un dottorato in filologia moderna all’Università di Pavia e attualmente collabora con lo stesso ateneo. Nel 2002 ha vinto il premio Campiello giovani. Con Laterza ha pubblicato il suo primo romanzo, Mio salmone domestico, nel 2013.

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